La pericolosa guerra ai dipendenti comunali del sindaco De Luca

29 Marzo 2020 Politica

La vergognosa e pericolosa guerra ai dipendenti comunali.Ancora una volta ed in stato d'emergenza il sindaco non perde occasione per attaccare i dipendenti comunali. Per lui lo smart working è un non lavoro, oppure le ferie forzate non sono diritti consumati in modo difforme alla norma. Per il sindaco essere presenti anche in rotazione nei servizi che lui ha individuato come inderogabili, sono un nulla di fatto. Anche in questa emergenza vuole fare sentire in colpa i dipendenti comunali o dipendenti delle partecipate, non ricordando che i servizi sono garantiti in ogni caso, che la raccolta dei rifiuti viene svolta, che la protezione civile è attiva, che i lavoratori dei servizi all'assistenza domiciliare agli anziani o ai diversamente abili erogano tra mille difficoltà e rischi i servizi etc. È vero che sono in una condizione migliore di tanti altri lavoratori del settore privato, è vero che alcuni dipendenti nel caso dell' esenzione (dopo avere consumato tutte le ferie del 2019 e quelle maturate nel 2020) è come se andassero in cassa integrazione con la retribuzione al 100%, ma più che una posizione di privilegio è un modo per togliere le persone dagli uffici e dai servizi rispondendo ai provvedimenti di sicurezza. Farebbe bene il sindaco a dire quanto effettivamente percepiscono i dipendenti comunali, il 90% in busta paga non supera dopo 30 anni di servizio 1270,00 euro. Dovrebbe anche sapere che molti sono i dipendenti monoreddito e se facesse un' indagine contabile interna all'ufficio stipendi, verrebbe a conoscenza che il 70% dei dipendenti ha lo stipendio mensile decurtato di 1/5 dello stipendio più il prestito della cassa mutua. In un momento così difficile sarebbe opportuno fare scattare una campagna di solidarietà, ma credo che questo sentimento debba essere libero e spontaneo e non imposto. Molti dipendenti pubblici, anche in occasioni diverse da questa emergenza, hanno fatto solidarietà senza pubblicizzarla e la fanno da anni. Sicuramente anche in questa occasione la solidarietà economica e non solo sarà più generosa e sarà anche più bella e più vera se non sarà sbandierata ai quattro venti.Decurtare la stipendio del 50% sarebbe portare le famiglie dei comunali sotto la soglia di povertà, meno dei 780,00 euro del salario di diritto alla cittadinanza. Ancora una volta il sindaco dichiara guerra ai dipendenti comunali, grida ai quattro vento l'odio che nutre verso di loro. Ma perché non dà l'esempio, lui che ha dichiarato nel 2016 oltre 600.000,00 euro di entrate nel suo 730 (quanto dichiara un dipendente comunale dopo 30 anni di servizio), o chi al comune di Messina ne dichiarerà 170.000,00 come la segretaria comunale, o gli assessori che percepiscono oltre 4.000,00 euro al mese (Salvatore Mondello, ad esempio, ingegnere e architetto, nella dichiarazione Rpf 2018, quindi relativa al 2017, riposta redditi per complessivi 162.681 euro). De Luca vuole scatenare una guerra contro i dipendenti comunali, vuole creare odio sociale, vuole un clima dove godere di chi dà sfogo alle proprie frustrazioni.Su 1250 dipendenti circa 400 sono fisicamente in ufficio o nelle strade ad erogare servizi, gli altri sono in ferie forzate, altri ancora in lavoro agile e no.A De Luca interessa apparire, stare sulle TV messe a sua disposizione, essere citato su Repubblica o sui giornali stranieri come il 'SINDACO Sceriffo', come colui che si permettere di mandare a 'fare in culo' il ministro degli Interni, e poi il premier Conte, per soddisfare il proprio ego che ritiene più importante della vera guerra che si deve fare: la guerra senza se e senza ma al Coronavirus!

Posted by Enrico Di Giacomo on Sunday, March 29, 2020

 

Ancora una volta, ed in stato d’emergenza, il sindaco non perde occasione in diretta Facebook per attaccare i dipendenti comunali. Per lui lo smart working è un ‘non lavoro’, oppure le ferie forzate non sono diritti consumati in modo difforme alla norma. Per il sindaco essere presenti anche in rotazione nei servizi che lui ha individuato come inderogabili, sono un nulla di fatto. Anche in questa emergenza vuole fare sentire in colpa i dipendenti comunali o i dipendenti delle partecipate, non ricordando che i servizi sono garantiti in ogni caso, che la raccolta dei rifiuti viene svolta, che la Protezione civile è attiva, che i lavoratori dei servizi all’assistenza domiciliare agli anziani o ai diversamente abili erogano tra mille difficoltà e rischi i servizi etc. È vero che sono in una condizione migliore di tanti altri lavoratori del settore privato, è vero che alcuni dipendenti nel caso dell’ esenzione (dopo avere consumato tutte le ferie del 2019 e quelle maturate nel 2020) è come se andassero in cassa integrazione con la retribuzione al 100%, ma più che una posizione di privilegio è un modo per togliere le persone dagli uffici e dai servizi rispondendo ai provvedimenti di sicurezza. Farebbe bene il sindaco a dire quanto effettivamente percepiscono i dipendenti comunali, il 90% in busta paga non supera dopo 30 anni di servizio 1270,00 euro. Dovrebbe anche sapere che molti sono i dipendenti monoreddito e se facesse un’ indagine contabile interna all’ufficio stipendi, verrebbe a conoscenza che il 70% dei dipendenti ha lo stipendio mensile decurtato di 1/5 dello stipendio più il prestito della cassa mutua. In un momento così difficile sarebbe opportuno fare scattare una campagna di solidarietà, ma credo che questo sentimento debba essere libero e spontaneo e non imposto. Molti dipendenti pubblici, anche in occasioni diverse da questa emergenza, hanno fatto solidarietà senza pubblicizzarla e la fanno da anni. Sicuramente anche in questa occasione la solidarietà economica e non solo sarà più generosa e sarà anche più bella e più vera se non sarà sbandierata ai quattro venti.

Decurtare la stipendio del 50% sarebbe portare le famiglie dei comunali sotto la soglia di povertà, meno dei 780,00 euro del salario di diritto alla cittadinanza. Ancora una volta il sindaco dichiara guerra ai dipendenti comunali, grida ai quattro vento l’odio che nutre verso di loro. Ma perché non dà l’esempio, lui che ha dichiarato nel 2016 oltre 600.000,00 euro di entrate nel suo 730 (quanto dichiara un dipendente comunale dopo 30 anni di servizio), o chi al comune di Messina ne dichiarerà 170.000,00 come la segretaria comunale, o gli assessori che percepiscono oltre 4.000,00 euro al mese (Salvatore Mondello, ad esempio, ingegnere e architetto, nella dichiarazione Rpf 2018, quindi relativa al 2017, riposta redditi per complessivi 162.681 euro).

De Luca vuole scatenare una guerra contro i dipendenti comunali, vuole creare odio sociale, vuole un clima dove godere di chi dà sfogo alle proprie frustrazioni.

Su 1250 dipendenti circa 400 sono fisicamente in ufficio o nelle strade ad erogare servizi, gli altri sono in ferie forzate, altri ancora in lavoro agile e no.

A De Luca interessa apparire, stare sulle TV messe a sua disposizione, essere citato su Repubblica o sui giornali stranieri come il ‘SINDACO Sceriffo’, come colui che si permettere di mandare a ‘fare in culo’ il ministro degli Interni, e poi il premier Conte, per soddisfare il proprio ego che ritiene più importante della vera guerra che si deve fare: la guerra senza se e senza ma al Coronavirus!

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