Andrea Argento sullo stop ai concerti: «Una rinuncia senza alcun senso. La “scusa” della gara di affidamento non giustifica il danno causato»

11 Maggio 2020 Politica

 «La rinuncia non ha alcun senso e la “scusa” della gara di affidamento non giustifica il danno arbitrariamente cagionato per motivi ancora tutti da decifrare. La città non può permettersi in alcun modo di rinunciare ai grandi eventi e al relativo indotto. È una scelta che non comprendo e sulla quale va fatta necessariamente la massima chiarezza».

Parole del capogruppo del M5s Andrea Argento, che dopo aver messo in guardia nei giorni scorsi sulle possibili e gravi conseguenze economiche di uno stop ai concerti, interviene nuovamente sui “grandi eventi” al San Filippo e sul più volte annunciato e procrastinato bando di gestione della struttura.

«Considerato il periodo difficile che stiamo affrontando e l’approssimarsi dell’estate – commenta – una procedura di gara di questo tipo comporterebbe tempi molto lungi e il rinvio dei concerti all’estate 2021, come hanno fatto in tutto il mondo per i grandi eventi, comprese le Olimpiadi, sarebbe quindi perfettamente compatibile con le scadenze».

«I grandi eventi – proseguono – devono essere preparati dagli organizzatori previo accordo con il Comune o con il concessionario. Il tutto è compatibile con la procedura di affidamento, anche se per assurdo durasse meno di un anno. Lo schema approvato, infatti, prevede e obbliga il concessionario a lasciare diverse date “disponibili” nel corso dei 12 mesi. Mi chiedo quale sia la reale ragione della rinuncia», prosegue, ribadendo le perplessità – già espresse a maggio del 2019 – su un bando di gestione in mancanza del nuovo Piano regolatore.

Infine una considerazione sull’operato dell’assessore Pippo Scattareggia: «In questi mesi ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di svolgere il suo ruolo. Basti pensare alla gestione di “sagre”, festival ed eventi al Palacultura, al caso del “Giardino delle Luci” e soprattutto alle tante​ tematiche sportive che ho più volte segnalato e contestato. È necessario che vada via, nell’interesse della cittadinanza e di tutti gli sportivi». 

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