Omicidio Lorena, iniziati gli accertamenti tecnici irripetibili dei Ris. Tra gli oggetti anche un phone per i capelli sporco di sangue

16 Maggio 2020 Cronaca di Messina

Un coltello con un manico di plastica, un phone per i capelli sporco di sangue e una lampada di porcellana: sono alcuni degli oggetti, conservati all’interno di alcune scatole, che saranno passati al setaccio dal Ris di Messina che esaminerà anche dei tamponi usati nella casa dove si è consumato il delitto per cercare impronte e materiale biologico.

Sono iniziati ieri mattina – come scrive Gerlando Cardinale su Agrigentonotizie.it – nel laboratorio del reparto scientifico dell’Arma, gli “accertamenti tecnici non ripetibili” disposti dal pubblico ministero della Procura di Messina, Roberto Conte, nell’ambito dell’inchiesta a carico di Antonio De Pace, il ventottenne calabrese finito in carcere dopo avere confessato l’omicidio della sua fidanzata, la studentessa di Favara, Lorena Quaranta, di un anno più giovane, uccisa le notte fra il 30 e il 31 marzo a Furci Siculo, nel Messinese.

Con questo atto istruttorio la procura peloritana cerca di mettere meglio a fuoco la dinamica dell’omicidio che, a prescindere dalla piena ammissione dei fatti del ragazzo, presenta tanti aspetti da chiarire. Le operazioni, che continueranno senza soluzione di continuità, sono iniziate con l’apertura delle scatole e il controllo dei plichi, per verificare la corrispondenza con l’inventario. Il legale dell’indagato Bruno Ganino e quello dei familiari della ragazza, l’avvocato Giuseppe Barba, non hanno nominato un proprio consulente di parte.

Gli esperti dell’Arma, nelle prossime settimane, consegneranno una relazione al pm con gli esiti della propria attività.

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