#FOTO – Incendi, paura nella notte a Sparta’ e Acqualadroni

16 Maggio 2020 Cronaca di Messina

Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato per spegnere gli incendi divampati ieri sulle colline tra le Masse, Spartà e Acqualadroni. Stamane l’emergenza sembra avviarsi verso la conclusione, con i vigili che stanno spegnendo gli ultimi focolai e mettendo in sicurezza la zona. Ingenti i danni ambientali. Sono infatti andati in fumo diversi ettari di macchia mediterranea. Danneggiato anche un terreno confinante a Villa Musco. Conseguenze peggiori evitate grazie al lavoro di prevenzione con strade tagliafuoco realizzate nei giorni scorsi dai titolari.

Nella nottata è stato evacuato interamente il residence Acquacalda a Acqualadroni, con famiglie per strada tutta la notte.

Nel corso della giornata di ieri, in piena emergenza incendi, in un fronte abbastanza vasto è entrato in azione nel pomeriggio un canadair per cercare di limitare i danni. Sul posto sono state impegnate diverse squadre dei vigili del fuoco. La situazione più critica si è registra a Massa Santa Lucia, lungo l’arteria provinciale che collega a Spartà.

E in serata il fronte del fuoco si era allargato spingendosi fino all’abitato di Spartà, dove le fiamme hanno “tagliando” diverse contrade. La situazione è stata di allerta massima e diverse squadre dei vigili del fuoco hanno provato a domare le fiamme, cercando i varchi più efficaci per intervenire anche se gli spazi particolarmente tortuosi non hanno reso facili gli interventi. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Castanea, che hanno supportato i pompieri nelle operazioni, delimitando le aree, ma anche avvisando la cittadinanza, soprattutto gli anziani nelle abitazioni più isolate. A supporto sono giunti altri militari, essendo stato necessario procedere con delle evacuazioni, anche momentanee. Presenti anche i volontari di protezione civile con 2 equipaggi con modulo antincendio AIB ed altre squadre di supporto alla popolazione, due ambulanze di associazioni di volontariato e personale del 118, sia con ambulanza che con mezzo per coordinamento, e un equipaggio della protezione civile comunale coordinato dall’assessore comunale Massimiliano Minutoli. L’attenzione in tutta la città è massima.

Questo il comunicato ufficiale dei VVFF

I vigili del fuoco di Messina sono stati impegnati per fronteggiare, la notte scorsa, vasti incendi di macchia mediterranea, arbusti e alberi che hanno interessato alcune frazioni abitate della città, in particolare Massa S.Lucia, S.Giorgio e S.Lucia, Acqualadroni e Spartà.​

Gli estesi incendi di vegetazione e d’interfaccia con ville e case rurali, considerata la vastità dell’area, sono stati affrontati su quattro fronti di fuoco con otto squadre dei vigili del fuoco per complessive 40 unità anche provenienti dal Comando VF di Catania, con mezzi di spegnimento tipo Aps (autopompa serbatoio) e mezzi più flessibili con moduli di antincendio boschivo; ulteriori tre squadre di Vigili del Fuoco hanno supportato inoltre le squadre operative di​ controllo ed estinzione degli incendi con autobotti di rifornimento idrico. A causa del forte vento, le fiamme si sono velocemente propagate attraverso la chioma della folta vegetazione (ulivi, palme, canneti ….), sino ad interessare alcuni fabbricati di vetusta costruzione e isolate.​

Gli operatori dei vigili del fuoco provvedevano inoltre ad assistere l’evacuazione a scopo precauzionale, di circa venti nuclei familiari di alcune abitazioni prossime ai fronti di fuoco.

Nella mattinata, con la diminuzione del vento, la situazione è in costante miglioramento, e dopo l’avvicendamento delle squadre VF per il controllo dei focolai residui, due Canadair della flotta aerea AIB effettuano lanci per lo spegnimento delle parti più impervie e inaccessibili.

 

I primi incendi stagionali nel messinese preoccupano l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura. Anna Carulli: “Colline devastate a più riprese hanno creato un territorio fantasma”.

“Colline devastate e un territorio tristemente fantasma” è quello che purtroppo è costretto a constatare l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura dopo il terribile incendio che ha colpito in due giorni i territori della fascia tirrenica del messinese, a partire da Spadafora.

“Grazie a tutti quegli attori ed istituzioni intervenuti sul territorio per spegnere gli incendi – dichiara il Presidente
dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura Anna Carulli – Nelle regioni mediterranee il fuoco è stato un fattore determinante nel plasmare la vegetazione. Ultimamente è cambiato il rapporto uomo-bosco e uomo-natura; nel tempo si è manifestato in forme e modi differenti che sono la diretta conseguenza dell’interfaccia natura-società. L’uomo ha modificato l’ambiente naturale per soddisfare le proprie necessità vitali. Anche la scomparsa di gran parte delle foreste si deve a questa causa antica, ed è purtroppo, ancora presente, almeno in altre aree. Si osserva da tempo nei confronti di queste aree un perverso desiderio distruttivo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, incendi che provocano frane e alluvioni d’inverno. Catastrofi che si ripetono con esasperante continuità provocando danni incalcolabili. Oltre alla buona gestione, necessitano adeguati stimoli umanistici per riattivare la cultura del bosco e la cultura della tutela del territorio”.

“Nel nostro paese – prosegue Anna Carulli – il miglioramento delle condizioni di vita ha portato a modificare l’uso della foresta che, a dire il vero, oggi è maggiormente tutelata, sia sul piano tecnico sia su quello giuridico. Ciononostante, in questi ultimi tempi il problema degli incendi nei boschi e a valle, ha raggiunto una tale gravità da assumere proporzioni patologiche; tutto ciò, malgrado l’aumento costante degli investimenti volti a prevenire e a combattere il fenomeno. L’elevato numero e la dimensione degli incendi è un fattore che aggiunge instabilità a instabilità. Questi eventi distruttivi vengono riportati dai media con grande evidenza, ma ormai non fanno più notizia. La distruzione delle colline e delle foreste provoca grande smarrimento, perché anche le aree povere e degradate, ma peculiari e significative, sono parte integrante e vitale di un contesto: la mediterraneità. La distruzione di territori è paragonabile all’incendio di alcune parti di una grande biblioteca dove sono conservati libri che nessuno ha mai letto; la biodiversità contiene la saggezza accumulata dalla natura ed è la chiave per il suo
futuro. Se si volesse distruggere una società, si brucerebbero le sue biblioteche e si ucciderebbero i suoi intellettuali, distruggendo il loro sapere. Il sapere della natura è racchiuso nel DNA delle cellule viventi. La varietà dell’informazione genetica è il motore dell’evoluzione, il sistema immunitario della vita. L’ecologia del paesaggio ci fa comprendere la complessità ed il valore dell’interazioni tra le varie parti. L’intervento di recupero di un’area incendiata è complesso e non scomponibile e deriva dalla complessità di un ecosistema o di una porzione di territorio, in quanto conoscere le specifiche del territorio è cosa ben diversa da conoscere l’interazione funzionale delle diverse parti che lo compongono. Un sistema complesso strutturato dalle loro relazioni reciproche, come si evince poi dal recupero delle aree incendiate, che sintetizza elementi fisici, biologici, culturali e sociali”.

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