REGOLARIZZAZIONE MIGRANTI: LA POSIZIONE DI MIGRANTES MESSINA

17 Maggio 2020 Culture

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Migrantes Messina sulla regolarizzazione dei migranti.

Nel cosiddetto decreto Rilancio approvato dal governo italiano il 13 maggio, tra i diversi provvedimenti economici è contenuta una misura per regolarizzare una parte dei migranti irregolari che vivono in Italia. Secondo alcune stime potranno accedere a questa procedura 200mila delle circa 600mila persone che vivono nel paese senza un regolare permesso di soggiorno.

La procedura – che è stata frutto di un lungo negoziato tra i partiti di governo, Partito democratico, Italia Viva e il Movimento 5 stelle – è riservata solo ad alcune categorie lavorative e prevede che si possa chiedere la regolarizzazione del proprio status attraverso due canali: i datori di lavoro possono chiedere di regolarizzare un immigrato che vogliono assumere, oppure i migranti possono chiedere un permesso temporaneo di sei mesi per cercare lavoro. Molte associazioni ed esperti che si occupano di immigrazione criticano il provvedimento perché sarebbe troppo limitante e lascerebbe troppe persone nell’irregolarità.

“Come è successo nelle precedenti edizioni, è andato in onda un programma già visto. Una mediazione politica, un compromesso al ribasso che ha lasciato fuori dalla regolarizzazione tanti migranti, uomini e donne che rimarranno nel limbo dell’invisibilità, merce per il mercato nero e la tratta lavorativa. Certamente una buona notizia per quanti potranno usufruire di questo provvedimento, ma secondo noi si doveva e si poteva fare di meglio:

– includere nel decreto altri settori lavorativi dove è presente e necessaria la manodopera immigrata, come l’edilizia, l’artigianato, la ristorazione e la grande distribuzione alimentare. Tanti lavoratori che saranno costretti a ricercare, come è successo per le precedenti regolarizzazioni, le strade alternative per beneficiare di questa opportunità. Così molti di loro dovranno ricorrere ad assunzioni fittizie e farsi carico di tutte le spese previste per formalizzare la regolarizzazione. Danno e beffa camminano di pari passo, e sappiamo per esperienza che si fa di tutto per avere finalmente quel “pezzo di carta” che ti può cambiare la vita!;
– escludere i requisiti, troppo restrittivi, richiesti al cittadino straniero per poter chiedere il permesso di soggiorno di 6 mesi per cercare un lavoro, previsto dal comma 2: saranno pochissimi quelli che potranno accedervi. Ci chiediamo, insieme a tutti i soggetti aderenti alla campagna Ero Straniero: la garanzia di un contratto, in un qualsiasi settore, non è già un elemento sufficiente perché la persona assunta possa vivere dignitosamente e contribuire alla società? Che senso hanno queste limitazioni se l’obiettivo della misura è il contrasto dell’invisibilità, con tutte le gravi conseguenze sul piano economico, sanitario e di sicurezza sociale che tale condizione comporta? Come Migrantes riteniamo più che mai urgente, per non continuare con la politica delle regolarizzazioni, una legge organica sull’immigrazione e sul diritto d’asilo, il superamento della “Bossi-Fini”, la cancellazione dei “Decreti sicurezza” e l’opportunità di ingressi regolari nel nostro Paese”.

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