MESSINA: BANCAROTTE CLINICA ‘S. RITA’, ASSOLTO GIOVANNI PIZZO

28 Maggio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Assolto. Nonostante una richiesta di condanna della Procura. Si è concluso così ieri pomeriggio davanti ai giudici della seconda sezione penale (Presidente Fabio Pagana e dai giudici Claudia Misale e Maria Grazia Mandanici) il processo a carico dell'ex assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pizzo per la vicenda relativa alla bancarotta fraudolenta della società Ati Hospital s.r.l. "Santa Rita".

Per Pizzo i giudici hanno deciso la formula 'perchè il fatto non sussiste', nonostante il pm Roberto Conte avesse richiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione, e uno dei difensori delle parti civili, i lavoratori dell'ex casa di cura S. Rita, il prof. Carlo Mazzù, avesse sollecitato 'una condanna esemplare'. Pizzo all'epoca con la sua società gestiva la casa di cura Santa Rita, ma nel 2011 l'Asp di Messina sospese l'attività del centro per alcune criticità riscontrate sotto il profilo igienico sanitario, organizzativo e assistenziale. In seguito, l'anno successivo, si registrò anche il fallimento della società, che aveva una esposizione debitoria per alcuni milioni.

E ieri, a conclusione del dibattimento di primo grado, uno dei difensori dell'ex assessore, l'avvocato Salvatore D. Giannone, dopo avere ricostruito le vicende che avevano condotto al fallimento, ha sostenuto che "il processo è nato da una patente ingiustizia per come provato nel dibattimento, e che non sussistono sia l'elemento oggettivo sia soggettivo della bancarotta contestata". La difesa era rappresentata oltre che dall'avvocato Giannone anche dal collega Carmelo Scillia.

All'epoca anche i sindacati avevano cercato di risolvere la situazione di lavoratori, che erano rimasti senza ammortizzatori sociali, e avevano anche denunciato la gestione di Pizzo.

Secondo quanto emerse dai capi d'imputazione e dall'indagine del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, l'ex assessore che compariva formalmente come titolare dell'avi Hospital s.r.l. avrebbe tra l'altro occultato nell'esercizio finanziario del 2008 'maggiori perdite' per oltre due milioni di euro e poi non avrebbe operato 'le dovute rettifiche sui ricavi della società per pari importo'. Ma ieri le accuse a suo carico sono cadute.

Nel procedimento era parte offesa la curatela del fallimento della società Ati Hospital s.r.l., che era rappresentata dall'avvocato Carmelo Pirrotta, il quale a suo tempo presentò anche una denuncia-querela sulla vicenda.

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