«Il Comune di Messina insiste con la deportazione dei randagi. Inascoltate le alternative proposte dal M5s»

25 Giugno 2020 Politica

«Chiediamo per l’ennesima volta all’Amministrazione di confrontarsi con il consiglio comunale e le associazioni animaliste della città e di tenere in considerazione le proposte del M5s già avanzate a più riprese nei mesi scorsi e rimaste senza alcun riscontro». Parole della consigliera comunale del M5s Cristina Cannistrà e del vicepresidente della IV Municipalità Renato Coletta, che intervengono nuovamente sul tema dei canili cittadini dopo la pubblicazione dell’ennesimo bando comunale per l’affidamento del servizio di gestione. Si tratta del terzo avviso di gara pubblicato a stretto giro di posta dal Comune in seguito all’annullamento dei primi due bandi.

«Così come per i precedenti – spiegano – l’amministrazione ha perseguito sempre la stessa via della “deportazione”, assolutamente ingiusta e soprattutto pericolosa per i cani più anziani o malati. Inoltre è assolutamente sconcertante la mancata applicazione delle misure preventive ed alternative previste dalle normative regionali e nazionali che disciplinano il contenimento del randagismo. Ancora una volta, nonostante le promesse e le rassicurazioni, non sono state ascoltate le istanze dei tanti volontari che da anni accudiscono gli amici a quattro zampe e che da tempo attendono vanamente di confrontarsi con l’Amministrazione, come del resto previsto dalla Legge 15 del 2000», proseguono i consiglieri, che lo scorso aprile avevano presentato ufficialmente una serie di proposte alternative per affrontare il fenomeno del randagismo tenendo conto innanzitutto del benessere dei randagi.

Fra queste: imporre all’Asp una campagna di sterilizzazione massiva, un rifugio sanitario che funga anche da canile comunale, la realizzazione di un’oasi felina, specifiche campagne informative per incentivare le adozioni nonché l’attuazione di specifici bandi che prevedano incentivi per l’adozione.

«Dobbiamo constatare ancora una volta – concludono – l’atteggiamento di totale “chiusura” da parte dell’Amministrazione , che si ostina ad andare avanti per la propria strada senza ascoltare le richieste e gli appelli del Consiglio e delle varie realtà territoriali».

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