Arsenale, estromessi i responsabili civili

4 Luglio 2020 Inchieste/Giudiziaria

un “colpo di scena”. I responsabili civili, ovvero il ministero della Difesa e l’Agenzia industrie difesa, cioé gli enti pubblici chiamati in causa dalle parti civili che avrebbero dovuto sobbarcarsi l’onere del risarcimento oltre agli imputati, sono stati estromessi all’udienza preliminare davanti al gup Monica Marino, per l’inchiesta sulle ipotesi di inquinamento dei bacini di carenaggio dell’Arsenale militare marittimo, che vede quattro imputati. C’è voluta una camera di consiglio del gup, infatti, dopo l’eccezione sollevata ieri dall’Avvocatura dello Stato, che rappresentava i due enti. E che ha contestato la mancata partecipazione degli enti agli accertamenti tecnici irripetibili, eseguiti sui campioni all’Arsenale marittimo, dall’Arpa. Un’eccezione che il gup Marino ha accolto, estromettendo il Ministero e l’Agenzia, chiamati in causa dalle parti civili, dal procedimento.

Dopo l’inchiesta gestita dai sostituti procuratori Federica Rende e Marco Accolla, sono quattro gli imputati, per una serie di reati ambientali: il capo funzione Sicurezza e qualità e Ambiente Stefano Patti; Antoine Manna, direttore dell’Arsenale Militare dal 14 novembre 2016; Raffaele Sanua, ex direttore della struttura, dal 30 novembre 2015 al 14 novembre 2016; e infine Domenico De Luca, in qualità di direttore tecnico della ditta Sakur, che in passato ha eseguito lavori all’interno del plesso. Sono difesi dagli avvocati Gianluca Currò, Gianluca Gullotta e Roberto Gagliardi.

All’udienza di gennaio il gup aveva ammesso la costituzione di parte civile di 13 lavoratori, che sono rappresentati dall’avvocato Antonella Russo. Il legale aveva prodotto una serie di documentazioni mediche e amministrative. Adesso la probabile conclusione dell’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 9 luglio.

Al centro della vicenda che ha portato al sequestro iniziale, l’attività della Capitaneria di porto e le relazioni tecniche dell’Arpa, l’organo di controllo ambientale della Regione Siciliana, in un arco di tempo molto vasto: dal maggio del 2017, quando arrivò in Procura un esposto anonimo, fino al maggio del 2018, data dell’ultima relazione dell’Arpa. Fonte: Gazzetta del Sud

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