Gotha VII. Il pm Massara chiede condanne a 15 anni per Giovanni Rao e Carmelo Giambò, 10 anni per Santino Napoli

8 Luglio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Di Leonardo Orlando per Gazzetta del Sud – Chieste tre condanne per imputati eccellenti. Nel processo con il rito ordinario scaturito dall’operazione antimafia Gotha VII portata a termine da carabinieri e polizia all’alba del 24 gennaio 2018, in corso di celebrazione al Tribunale di Barcellona, la Procura distrettuale antimafia, con il pubblico ministero Francesco Massara, ha chiesto – per le estorsioni commesse con modalità mafiose ai danni di importanti attività commerciali di Barcellona e Milazzo – le condanne a 15 anni di reclusione ciascuno per Giovanni Rao, considerato il capo della commissione mafiosa che è riuscita ad insinuarsi nella gestione di attività imprenditoriali e per il boss Carmelo Giambò, ritenuto tra i più spietati sicari, sfuggito prima del suo arresto a ben due agguati tesi dal braccio armato della stessa “famiglia mafiosa mafiosa dei barcellonesi”. Altra richiesta di condanna, a 10 anni di reclusione, per la sola accusa di concorso in associazione mafiosa, è stata pronunciata per l’ex vice presidente del consiglio comunale di Milazzo, Santino Napoli, infermiere professionale.

In particolare Giovanni Rao è accusato di estorsione con modalità mafiose nei confronti della catena di profumerie “Principato & Bonanno” con sede centrale a Barcellona; mentre Carmelo Giambò, sempre di estorsione col metodo mafioso, nei confronti del responsabile del Centro commerciale “Milazzo”, Antonino Giordano, dal quale – secondo l’accusa mossagli dall’ex boss pentito Carmelo D’Amico – si sarebbe fatto consegnane inizialmente 6.000 euro all’anno, una rata del pizzo poi aumentata a 10.000 euro all’anno. Inoltre lo stesso Giambò avrebbe provveduto a detrarre da tale somma l’importo che egli stesso doveva corrispondere al Centro commerciale per l’affitto del locale occupato dal negozio “Iana Bimbi” gestito dalla moglie. Per Santino Napoli, l’accusa è di concorso in associazione. Ad accusarlo ben 13 collaboratori di giustizia, di cui gli ultimi tre Aurelio Micale, Alessio Alesci e Biagio Grasso.

Ieri per il processo “Gotha VII”, l’ultima importante indagine in ordine di tempo contro i vertici del sodalizio mafioso di Barcellona che mantiene saldo attraverso gli emissari rimasti sul territorio il controllo delle attività commerciali ed imprenditoriali, è stata una giornata importante. Infatti la Corte d’appello, sciogliendo la riserva, ha respinto una richiesta di ricusazione per due giudici, Anna Elisa Murabito e Silvia Maria Spina, che compongono il collegio giudicante presieduto dal giudice Antonio Orifici che era stata presentata dai difensori dell’imputato Santino Napoli, avvocati Nino Favazzo e Antonio Siracusa. Ricusazione che si fondava sul fatto che i due giudici lo scorso primo giugno avevano composto il collegio che ha deciso le condanne degli ultimi tre imputati dello stesso troncone, l’ex consigliere comunale Carmelo Salamone, l’imprenditore Salvatore Piccolo e Francesca Cannuli, i quali dopo la modifica del capo d’imputazione, avevano avuto l’ulteriore occasione di scegliere di essere processati con il giudizio abbreviato.

Infatti, dopo la richiesta delle condanne per Giovanni Rao, difeso dagli avvocati Pinuccio Calabro e Tommaso Autru Ryolo (sostituito nella discussione finale dal collega di studio avv. Antoniele Imbesi), e per Carmelo Giambò, difeso dagli avv. Paolo Pino e lo stesso Pinuccio Calabrò, il Tribunale aveva già rinviato all’udienza del prossimo 17 luglio per attendere l’esito della richiesta di ricusazione avanzata dai difensori di Santino Napoli. Esito che si è saputo ieri.

Il processo per il quale ci è concreta possibilità che si concluderà con la sentenza del 17 luglio, in realtà doveva essere il troncone principale. Ed invece lo stesso si è ridotto, nonostante la presenza di imputati eccellenti, in un moncone a causa della scelta, operata dalla maggioranza degli imputati coinvolti nella maxi operazione, del giudizio abbreviato che ha consentito sconti nelle sentenze di condanne per un terzo della pena massima prevista. Infatti, all’udienza preliminare per Gotha VII, gli imputati erano ben 51, solo 8 scelsero il rito ordinario, tanto da essere rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale di Barcellona per la prima udienza del 18 febbraio 2019. Di questi 8 imputati, dopo le ultime scelte operate in corso di giudizio lo scorso primo giugno, sono rimasti solo in tre.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione