13 Luglio 2020 Giudiziaria

MILAZZO E FRECCE TRICOLORI, UN MATRIMONIO CHE NON S’HA DA FARE

Di Antonio Mazzeo – L’amministrazione di Milazzo, con il sostegno del consiglio comunale, ha candidato la città siciliana ad ospitare nel 2021 un’esibizione delle Frecce Tricolori dell’Aeronautica Militare. Emergenza Covid permettendo.
Aldilà delle finalità di mera propaganda bellico-militarista dell’iniziativa, va rilevato il suo insostenibile costo: per ogni esibizione dei caccia-addestratori della pattuglia acrobatica vengono spesi tra i 50.000 e i 100.000 euro, a secondo della performance e del contributo diretto del ministero della Difesa. Per un Comune di appena 30.000 abitanti e per giunta sotto la pesantissima spada di Damocle del dissesto finanziario si tratta di una spesa insostenibile e del tutto ingiustificabile.
Ovviamente dietro l’oscena proposta del sindaco Pd potrebbero nascondersi fini elettoralistici (del resto è di stampo elettoralista la querelle scatenata dai sostenitori e dagli “opposizioni” sul finanziamento dell’auspicato evento). Di certo esigere una tassa di non meno di due euro per abitante per assistere ad una ventina di minuti di “spettacolo” è davvero uno scandalo, considerato anche il fatto che nessun centesimo è stato speso in questi anni dall’Amministrazione mamertina per promuovere eventi ed attività socio-culturali-teatrali-musicali significative.
Del tutto risibile quanto addotto da sindaco e consiglieri per giustificare l’ipotesi Frecce Tricolori. “Giungeranno a Milazzo decine di migliaia di turisti”, il leit motiv. Intanto, i (pochi) turisti giunti in questa prima estate potranno godersi la spiaggia “pubblica” di Ponente convertita a porcile-discarica di rifiuti di ogni genere (inerti, materiali organici e non, bottiglie di plastica e vetro, lattine, cartoni da pizza, finanche arrugginiti elettrodomestici).
In foto la tragedia di Ramstein (Germania), il 28 agosto 1988, quando dopo una collisione in volo della pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare, morirono 3 piloti e 67 persone che assistevano all’airshow nella base NATO. Fuorono invece 346 i feriti. Una delle pagine più sanguinose della recente storia militare italiana che ormai nessuno ha più voglia di ricordare/commemorare.