LE NOSTRE FOTO – AL TAO FILM FEST 2020 VINCE IL DANESE ‘ONKEL’

20 Luglio 2020 Culture

FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

 

Si è concluso con grande successo di pubblico dal vivo e online, la 66a edizione del Taormina FilmFest, diretto per la prima volta da Leo Gullotta e Francesco Calogero. Il festival, uno dei primi a riprendere dopo l’emergenza Covid-19 in sala e in streaming su MYmovies.it, è stato prodotto e organizzato da Videobank S.p.A. su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia, sotto il patrocinio dell’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. Una variegata programmazione in Sala A del Palazzo dei Congressi di Taormina, ha ospitato giornalmente – a ingresso libero e su prenotazione – le proiezioni delConcorso internazionale di opere prime e seconde, mentre il palinsesto online ha offerto una più ricca programmazione, disponibile per 24 ore, corredata da una striscia quotidiana di approfondimento, sulla pagina Facebook del Festival alle 20.45 con documenti video, immagini di archivio, suggestive riprese emozionali e interventi di ospiti, a narrazione di un festival solo in parte virtuale. Prestigiosi e internazionali gli ospiti del festival, premiati per le rispettive carriere. In primis, il tre volte Premio Oscar, il Direttore della Cinematografia Vittorio Storaro, insignito del Cariddi d’Oro alla Carriera, quindi la giornalista Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, del SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e dei Nastri d’Argento, insignita delTaormina Arte Award e l’attore danese star della serie Il Trono di SpadeNikolaj Coster-Waldau, insignito del Taormina Arte Award.

La cerimonia di chiusura del festival al Teatro Antico, durata quasi tre ore, è stata presentata dal direttore artistico Leo Gullotta, con la musica dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, eccezionalmente diretta da Alvise Casellati e della band The Magic Door. Tutti i premi consegnati sono stati realizzati dal Maestro Orafo Michele Affidato.

Ecco la lista di tutti i premi, con le rispettive giurie e le loro motivazioni.

CONCORSO LUNGOMETRAGGI

La Giuria, composta dall’attrice Emmanuelle Seigner (anche Presidente di Giuria), dal regista Mimmo Calopresti, dalla produttrice Ingrid Lill Hogtun, dal produttore Antonio Pèrez Pèrez e dall’attrice Joana Preiss ha così deliberato:

CARIDDI D’ORO PER IL MIGLIOR FILM

Il Cariddi d’oro per il miglior film va a Onkel di Frelle Petersen (Danimarca). Un film rigoroso ma allo stesso tempo ironico e commovente, una grande regia che trasforma la vita di un piccolo mondo in un racconto universale, con uno sguardo visionario e poetico, e una padronanza assoluta del grande linguaggio cinematografico.

CARIDDI D’ARGENTO PER LA MIGLIOR REGIA

Il Cariddi d’Argento per la miglior regia va a Charter di Amanda Kernell (Svezia). Una storia appassionante e travolgente, con uno svolgimento sorprendente per un racconto di realismo sociale, interpretato da un grande cast, con un montaggio serrato e una fotografia eccellente, nonchè una musica e un suono eccezionale.

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA

La Giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale a La hija de un ladron di Belèn Funes (Spagna), un’opera prima moderna, di grande potenza, con la direzione di un gruppo di attori straordinari, che racconta la battaglia per la sopravvivenza economica e affettiva quotidiana.

MASCHERA DI POLIFEMO PER LA MIGLIORE ATTRICE

La Maschera di Polifemo per la migliore attrice va a Daria Lorenci per il film Mater di Jure Pavlovic (Croazia). Un’interpretazione raffinata, capace di coinvolgere progressivamente lo spettatore fino a fargli accettare un personaggio di una donna qualsiasi, anche un po distante dalla vita, che alla fine rivelerà tutta la sua umanità permettendo al pubblico di esserne partecipe.

MASCHERA DI POLIFEMO PER IL MIGLIOR ATTORE

La Maschera di Polifemo per il miglior attore va a Bakhtiyar Panjeei per il film Namo /The Alien di Nader Saeivar (Iran).  Con un grande carisma, poche parole e pochi gesti, un’interpretazione che riesce ad esprimere una forte sensibilità civile e umana, che racconta perfettamente le contraddizioni di un paese profondamente ferito.

GIURIA DOCUMENTARI

La giuria Documentari, presieduta dal regista Goran Devic e composta dal regista Antonio Falduto e dal regista Christian Bisceglia ha decretato Miglior film del Concorso Documentari Paradise Without People di Francesca Trianni («Per l’impegno e la capacità nel catturare con un linguaggio efficace e sincero il momento in cui i sogni diventano illusioni e le illusioni realtà. Il premio per il miglior documentario va a un film intimo e minimalista. E’ un film che segue due giovani famiglie di rifugiati, che consentono alla regia di rendere visibile tutta la loro sofferenza e la complessità dello sradicamento sociale e culturale causato dalla guerra»). La Giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al film My dear mother, di Paul-Anders Simma (Finlandia) «per la forza descrittiva con cui compone il ritratto di due adolescenti segnato dal dramma dell’abbandono e tuttavia capaci di superarlo in un viaggio risolutivo nel proprio passato e nelle radici di una intera comunità».

CONCORSO INDIEUROPEA

La Giuria giovanile per la sezione “Indieuropea” composta dagli studenti del Master TeA dell’Università degli Studi Internazionali di Roma-UNINT: Vittoria Cardone, Ludovica Coroniti, Sofia Gamba, Laura Gramegna, Walter Lancellotti, Serenella Priore, Giulia Romano, Dorotea Theodoli, Elisa Vetrano e dalle supervisor Elisa Pinci e Martina Losardo, ha così deliberato:

Premio per il Miglior Film va a “Maria Solinha” di Ignacio Vilar Per aver rappresentato un tema così attuale come quello della repressione della libertà femminile attraverso un uso coinvolgente, innovativo e ricercato della meta-narrazione. Premio per il Miglior Attore protagonista va a Ruscen Vidinliev nel film “18% Grey“, per un’interpretazione delicatamente intimista che accompagna il pubblico alla scoperta di un viaggio di crescita e di riscatto. Premio per la Migliore Attrice Protagonista va a Astrid Bergès-Frisbey nel film “L’Autre“, per aver interpretato in modo realistico e sentito il dolore e il tormento della perdita, coinvolgendo lo spettatore in un percorso introspettivo e onirico.

Due le menzioni. Per essere riuscito a raccontare le contraddizioni e le sofferenze di un territorio occupato in una realtà politica attuale poco conosciuta ma incredibilmente vicina, una menzione a “The forgotten” di Daria Onyshchenko; per il modo originale e dinamico in cui musica, teatro, letteratura e animazione riescono a descrivere un periodo storico di forte censura e persecuzione artistica in Russia, una menzione speciale a “The nose or the cospiracy of Mavericks” di Andrey Khrzhanovsky.

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Enrico Di Giacomo

 

 

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