22 Luglio 2020 Giudiziaria

Sospetti di comparaggio in farmacie di Messina, da Ordine farmacisti esposto a tre Procure

È firmato dal presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Messina Sergio Papisca l’esposto – presentato alle Procure della Repubblica di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti – nel quale si attira l’attenzione dei magistrati su «situazioni che integrerebbero oltre che aspetti deontologici anche fattispecie di rilevanza penale, con lesione del diritto alla salute pubblica, del diritto di libera scelta e di danno erariale». Lo riferisce il sito farmacista33.it

A cosa si riferisce, in particolare l’Ordine? A quelle che, esplicitamente, definisce le «varie lamentele» ricevute da titolari che di esso fanno parte e che segnalano «iniziative discutibili» messe in atto da alcuni colleghi: «politiche aggressive di accaparramento di ricette e di comparaggio a danno delle altre farmacie che sono allocate nella stessa zona o in luoghi vicini».

Comparaggio tra farmacisti e medici: dal consiglio alla consegna diretta

Entrando più nello specifico l’esposto – inviato anche ad Asp Messina, Nas, Guardia di Finanza e Polizia Postale – evidenzia come l’attività illecita di comparaggio tra farmacisti e medici possa manifestarsi con diverse modalità, che vanno dal semplice consiglio al paziente di rivolgersi, con la ricetta, a una determinata farmacia (con lesione del suo diritto di libera scelta); alla consegna diretta, da parte del medico, della ricetta alla farmacia “di fiducia”, con modalità diretta o per via telematica (pratica, questa, non consentita nemmeno durante l’emergenza pandemica, come più volte ribadito dalla Fofi); fino ad arrivare ad «accordi illeciti che provocano danni e storture al sistema sanitario regionale».

Richiesta di indagare ricette e fatturati Ssn: anomalie nei fatturati

Ma l’esposto non si ferma qui, in quanto invita gli organi competenti a indagare su ipotesi di reato molto gravi, ad applicare cioè un controllo su «ricette/fatturati Ssn delle farmacie che presentano anomalie di trend, elementi tutti in possesso della Asp Messina; sui «flussi telematici tra gli studi medici e le farmacie suddette, elementi facilmente accertabili dalla Polizia Postale»; di effettuare infine un «controllo incrociato tra le ricette dematerializzate di determinati medici che confluiscono sistematicamente e in maniera massiccia verso alcune e determinate farmacie».

Più in generale, la sollecitazione è ad «accertare eventuali accordi illeciti messi in atto anche attraverso altre modalità che causerebbero grave danno alla salute pubblica e danno erariale».