IL RICERCATORE DEL CNR MORTO IN CASA: SI INDAGA

23 Luglio 2020 Cronaca di Messina

Si indaga senza tralasciare nessuna ipotesi investigativa sulla decesso di un 50enne, ricercatore del Cnr, trovato morto nella sua casa di contrada Papardo (dove abitava da circa un paio di anni) con un sacchetto di plastica in testa e le mani legate. L’uomo sarebbe morto per asfissia. La scoperta è stata fatta dai carabinieri, intervenuti dopo l’allarme lanciato da un conoscente della vittima. Secondo i primi accertamenti, il decesso sarebbe avvenuto almeno dodici ore prima del ritrovamento. La salma è stata posta sotto sequestro per poter effettuare l’autopsia di cui si attende adesso il risultato. Nonostante le modalità anomale, l’ipotesi più accreditata conduce al suicidio. Anche se le modalità lasciano certamente dei dubbi. Gli investigatori del Nucleo operativo della Compagnia Messina Centro stanno ricostruendo le ultime ore della vittima e analizzando il telefono della vittima per fugare ogni dubbio. Analizzando meglio la scena del crimine gli investigatori comunque non avrebbero trovato nessuna anomalia all’interno della casa dove è stato ritrovato l’uomo.

CHI ERA

La fase di lockdown prolungata per l’emergenza Covid lo aveva molto provato, avendo trascorso quel lungo periodo in assoluta solitudine. L’uomo, chimico industriale, lavorava al Cnr dal 2004. Si era laureato nel 2001, poi il dottorato a Roma nel 2010. Era tra i pochi ad essere tornato sul posto di lavoro preferendo il full time allo smart working. In ufficio sono tutti sconvolti. I colleghi lo descrivono come un uomo buono, sempre disponibile, “gli volevamo tutti bene” dicono. “Faceva progetti per il futuro, amava viaggiare in motocicletta. Era molto amico della povera Milena Visalli (morta in un incidente stradale), con cui aveva fatto anche qualche raduno. Ci sembra tutto così assurdo”.

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