Horcynus Festival: TRISTANA di​ Buñuel, i 50 anni per il Festival del Cine Españoll​

1 Agosto 2020 Culture

È partito da Messina e farà poi tappa a Napoli e a Roma per un gran finale. È il Festival del Cine Español che
fino a domenica 2 agosto animerà il Parco Horcynus Orca in seno alla 18esima edizione dell’Horcynus Festival
che si mantiene, ancora una volta, manifestazione di grande pregio nell’area dello Stretto. Si protrae
l’omaggio ai Bertolucci con IL CORREGGIO RITROVATO di Giuseppe Bertolucci (Italia 1990, 12’) per
“Arcipelaghi della visione – Cinema e poesia” previsto a partire dalle 21.00. Sottotitolo del corto è “Attilio
Bertolucci torna nella sua città”, un lavoro altamente toccante che trasferisce in immagini video il grande
amore per i luoghi di origine, ridipinto ed elevato grazie al linguaggio poetico.
Da giovedì 30, con il via al Festival del Cine Español, sono state già proiettate diverse pellicole in anteprima
italiana, tra queste YULI che ha portato sul grande schermo la storia della legenda vivente della danza Carlos
Acosta, e 70 BINLADENS di Koldo Serra. Nella serata di oggi, sabato 1 agosto, in programma la celebrazione
di un prestigioso anniversario: i cinquant’anni di TRISTANA di Luis Buñuel (Spagna/Francia/Italia 1970, 105’).
La giovane Tristana, interpretata da Catherine Deneauve, rimasta orfana, viene affidata a Don Lope
(Fernando Rey) che l’accoglie in casa come tutore, ma i suoi modi mutano presto: vuol farle da padre e da
marito, approfittando della sua fragilità e la forza a trasformarsi nella sua amante. La pupilla, pur odiandolo,
accetta l’equivoca situazione, finché non s’innamora di un pittore bohémien (Franco Nero). Tristana fugge
con lui lasciando Toledo, ma due anni più tardi, ammalata, è costretta a tornare a Don Lope, e a sposarlo.
Compendio dei temi classici cari a Buñuel: l’inestricabile groviglio fra il male e il bene nella debolezza della
natura umana, l’inutilità di una scelta tra i due opposti poli, la feroce satira del perbenismo borghese sempre,
con la sua impeccabile e pungente eleganza. Alle 23:30, chiuderà la serata uno dei corti di Paolo Benvenuti:
MEDEA – IL TEATRO DEL MAGGIO DI BUTI (Italia 1978, 40’). La programmazione di domani prevede ancora
pellicole firmate Bertolucci e LA HIJA DE UN LADRÓN di Belén Funes – Premio Goya 2020 come Miglior opera
prima – che chiuderà la tredicesima edizione dell’itinerante Festival del Cinema Spagnolo nella sua prima
tappa tutta messinese. Ingresso gratuito, previa prenotazione e protocollo anti Covid.

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