UNIONE INQUILINI: LA REGIONE CANCELLA DAL BANDO AFFITTI IL RIFERIMENTO INCOSTITUZIONALE, MA INSERISCE UN REQUISITO ALTRETTANTO DISCRIMINATORIO PER I MIGRANTI

10 Agosto 2020 Politica

Riceviamo e pubblichiamo:

Giorno 27 luglio abbiamo ricevuto una Pec (in risposta ad una nostra recente diffida) da parte dell’Assessorato e del Dipartimento regionale delle Infrastrutture – edilizia varia che, con D.A. n. 2143 del 17.07.2020, ci comunica la modifica del Bando Pubblico pubblicato in Gazzetta ufficiale  a marzo – Legge 9 dicembre 1998, n.431- concernente il sostegno all’accesso delle abitazioni in locazione per consentire ai conduttori di beneficiare dei contributi integrativi assegnati per l‘anno 2018. Sono stati riaperti pertanto i termini previsti nel suddetto Bando di ulteriori 30 (trenta) giorni dalla data di pubblicazione dello stesso a cura del Comune (pubblicazione in GURS il 30 luglio 2020).

La nostra diffida e messa in mora, inoltrata ai succitati uffici e al Presidente della Regione Siciliana in data 30 giugno 2020, richiedeva la rimozione di un requisito contenuto nel Bando secondo l’art 11 comma 13 della legge 133 del 2008. Il comma prevedeva, per i cittadini stranieri, la residenza di 10 sul territorio nazionale e di 5 anni sul territorio siciliano per poter beneficiare del contributo affitti. La suddetta limitazione è palesemente illegittima.  

L’art. 11, comma 13, del D.L. n.112 del 25.06.2008 (conv., con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133) riportato nel bando è stato dichiarato incostituzionale dalla Consulta con Sentenza n 166 del 2018! 

Pur riconoscendo all’Ente Regionale la volontà di correre ai ripari e quindi di rimuovere il riferimento normativo illegittimo, incostituzionale presente nel Bando riteniamo ugualmente discriminatorio e arbitrario il requisito inserito che prevede per gli stranieri 5 anni di residenza sul territorio nazionale per ottenere il contributo. In sintesi la Regione interpretando non correttamente la sentenza della Consulta n°166, con semplice Decreto assessorile, determina il requisito dei 5 anni di residenza, senza avere potestà legislativa e violando il principio di riserva di legge che rappresenta costituzionalmente una garanzia e assicura che materie particolarmente delicate vengano regolate dal Parlamento.  

La Consulta nella sua pronuncia di incostituzionalità non pone limiti temporali di residenza o specifica indici di radicamento territoriale e sociale per gli stranieri a cui subordinare il beneficio economico. Questo è compito esclusivo del legislatore nazionale. 

Pertanto facciamo un ulteriore appello alla Regione per rimuovere ogni ostacolo per l’accesso ai benefici economici del Bando contributo affitti. Invitiamo infine i comuni siciliani a chiedere all’Assessorato e al Dipartimento siciliani competenti di rimuovere dal bando questa ulteriore discriminazione ai danni dei migranti per poter emanare gli avvisi pubblici comunali, garantendo pienamente, a tutti i propri cittadini, il diritto di accesso.

UNIONE INQUILINI SICILIA

Antonio CurròSegreteria nazionale – resp. Sicilia

Avv. Carmela Maria Cordaro

Avv. Nicola Bozzo

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