Messina: Ai domiciliari il maresciallo dei Carabinieri Salvatore BONAVOLONTÀ, in servizio alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura. Era socio occulto di ‘Ninetta’ Bonaffini

13 Agosto 2020 Inchieste/Giudiziaria

I carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica di Messina – D.D.A., nei confronti di Antonino BONAFFINI (foto), Filippo BONAFFINI e Salvatore BONAVOLONTÀ (foto), quest’ultimo Maresciallo dei Carabinieri in servizio presso la Sezione di Polizia Giudiziaria presso la citata Procura, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di trasferimento fraudolento di valori (art. 512 bis c.p.).

Le indagini sulla vicenda sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Messina su delega della Procura Distrettuale.

Il reato contestato risale al maggio 2018, quando al fine di realizzare una speculazione immobiliare, Antonino BONAFFINI, detto “Ninetta” e BONAVOLONTÀ costituirono una società, di cui entrambi erano soci occulti, attribuendo fittiziamente la titolarità delle quote di capitale a dei prestanome, tra cui Filippo BONAFFINI, con l’intenzione di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale o di agevolare la commissione dei delitti di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. All’epoca dei fatti, Antonino BONAFFINI era già stato sottoposto ad una misura di prevenzione patrimoniale ed era gravato da una pesante condanna in primo grado per traffico di sostanze stupefacenti.

Antonino BONAFFINI e Salvatore BONAVOLONTÀ sono stati associati agli arresti domiciliari mentre a Filippo BONAFFINI è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Quest’ultimo è anche indagato di danneggiamento seguito da incendio per avere dato fuoco, nel settembre 2018 e in concorso con due minorenni, a due pescherecci collocati sulla spiaggia antistante il lungomare di Spadafora.

Gli infedeli: Il precedente nel marzo scorso. 

Nel marzo scorso si registro’ un altro caso di ‘infedeltà’ all’interno della Procura. Venne arrestato dalla Procura l’autista giudiziario Angelo Parialò per i suoi rapporti con Nicola Tavilla. Scrive il gip che «…lo stesso ha strumentalizzato il ruolo ricoperto all’interno dell’Ufficio di Procura, gli incarichi che gli sono stati conferiti di volta in volta e la conoscenza con alcuni operatori all’interno degli Uffici di Procura per ottenere favori personali da parte del Tavilla, di cui conosceva lo spessore criminale, avendogli peraltro, rivelato notizie di un procedimento in cui erano in corso indagini».

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