Comune di Messina, FPCGIL: «Orgogliosi di rappresentare i lavoratori della PA, che hanno garantito i servizi pubblici e che fanno parte del “partito dei 27”»

15 Agosto 2020 Politica

La Funzione Pubblica CGIL risponde all’ennesima accusa lanciata dal Sindaco nei confronti dei dipendenti comunali in merito allo stop dello smart-working stabilito con determinazione del Segretario Generale: «De Luca dovrebbe decidersi, o i dipendenti pubblici sono quelli del “partito del 27” o sono quelli che hanno trasformato le macchine amministrative in delle Ferrari»

«Il sindaco De Luca dovrebbe prendere una posizione per evitare di “autosmentirsi”: o i dipendenti pubblici sono quelli del “partito dei 27, i fannulloni, quelli pagati per grattarsi l’ombelico”, con la sola funzione di alimentare l’odio sociale verso il personale comunale o sono quelli che hanno trasformato le macchine amministrative in delle Ferrari, come affermato qualche giorno da durante la conferenza stampa tenutasi alla Città Metropolitana. Non appena si sarà chiarito le idee, ci farebbe piacere avere una risposta chiara». Questo il commento del segretario della FP CGIL, Francesco Fucile e del responsabile aziendale Comune di Messina Giuseppe Previti, in merito all’ennesima caduta di stile del Sindaco sulla questione del rientro in servizio dei dipendenti e del contestuale stop allo smart-working stabilito con determinazione del Segretario Generale del Comune. Basta continuare a screditare i dipendenti comunali e della Città Metropolitana sull’altare dei social. Ci siamo davvero stufati di sentire sempre le stesse accuse.
Siamo alle solite, una semplice contestazione della FPCGIL su una determinazione del Segretario Generale che ha dato esecuzione all’art.263 del D.L. 83/2020 su personale assegnato ad attività in smart-working, e parte immediatamente l’attacco. Provvedimento quest’ultimo, su cui la Funzione Pubblica CGIL ha mostrato numerose perplessità, scatenando però l’ira del primo cittadino: «Viene da pensare – affermano Fucile e Previti -, che l’intento dell’Amministrazione sia quello di usare i lavoratori secondo convenienza e circostanza. Peccato però che tutti quegli istituti contrattuali tanto “odiati” dal sindaco, (smart-working, ferie, legge104, congedo parentale), sono strumenti conquistati con anni di sacrifici e di lotte. Siamo in presenza di norme contrattuali e di leggi italiane, che di fronte a sventure, disagi e difficoltà della vita, hanno dato uno un supporto concreto; norme che ci piace definire di civiltà in una paese democratico, ma che purtroppo il Sindaco continua a sminuire e ridicolizzare. La questione – continuano gli esponenti della FP CGIL – assumerebbe un tono diverso nel caso in cui il Sindaco ritenga di essere a conoscenza di situazioni di abuso o storture, e allora dovrebbe immediatamente attivare gli strumenti sanzionatori disciplinari o recarsi a fare le dovute denunce in Procura, con il supporto, in primis, di questa organizzazione sindacale», ma se così non fosse, le chiediamo, ancora una volta, di avere rispetto per coloro che sono costretti ad usufruire di questi istituti per se stessi e/o i propri familiari.
Sulla questione specifica del lavoro agile, la FP-CGIL tiene a precisare di essere intervenuta chiedendo al Segretario Generale, in un normale contesto di relazioni sindacali, il motivo di una disposizione perentoria di rientro generalizzato in servizio per annullamento delle autorizzazioni di smart-working. « Siamo ben consapevoli della modifica normativa posta in essere con il DL 83/2020 e del Protocollo tra Governo e OO.SS. stipulato il 24.07.2020, nonché dei numerosi approfondimenti che la FPCGIL Nazionale ha elaborato nel merito. La discussione sulla nuova normativa è già avviata da tempo, caro Sindaco lei arriva in ritardo e il nostro intervento sindacale si è solo limitato alle modalità in cui si stava attuando nel Comune di Messina »
La norma a cui il sindaco fa riferimento, brandendola mediaticamente come una punizione per i lavoratori, dispone l’individuazione delle attività da rendere in Lavoro Agile a cui destinare almeno il

50% dei dipendenti in carico ai servizi individuati. «Forse sarebbe il caso di mutuare esperienze del settore pubblico e/o privato – continuano Fucile e Previti -, in cui la performance dei dipendenti in lavoro agile è nettamente migliorata. Se invece ci si vuole dedicare solo allo sport della caccia e mortificazione del dipendente comunale, la FP-CGIL sarà sempre orgogliosa di rappresentare il popolo del 27, grazia al quale, lo ricordiamo, in piena emergenza COVID, la macchina comunale ha continuato a lavorare nonostante le innumerevoli difficoltà. Inoltre tutti i servizi che Lei ha ben pubblicizzato sui social durante l’emergenza Covid, che tanto ha sbandierato come risultati raggiunti dal solo Comune di Messina come sono stati messi in atto? Con quale forza lavoro? O vuole farci credere che è stato solo grazie a Lei ed alla sua squadra? O piuttosto a garantire l’applicazione delle Sue innumerevoli Ordinanze sono stati le centinaia di dipendenti comunali?
Ricordiamo tra gli attori principali i lavoratori della Polizia Municipale, quelli della Protezione Civile, dei Servizi Finanziari e degli Affari Generali compresi quelli del suo Gabinetto e della Direzione Generale/Segreteria Generale.
La FPCGIL in questi due anni di sindacatura ha saputo esprimersi positivamente quando sono stati raggiunti risultati ragguardevoli sia a Palazzo Zanca che a Palazzo dei Leoni, nelle partecipate dalla MSBC alla MSC, ma al contempo sarà sempre a fianco dei lavoratori che il Sindaco intende genericamente criminalizzare».
La FPCGIL difende il valore del lavoro pubblico e chiede all’Amministrazione De Luca di affrontare le questioni nel merito, abbandonando ogni forma di populismo ed evitando di relegare solo a se stesso la politica del fare, iniziando dallo studio della FP-CGIL sullo stato di salute del Comune di Messina, in cui si evidenzia come la volontà di non procedere a nuove assunzioni e di non riqualificare il personale interno, sia al Comune che alla Città Metropolitana, rappresenti una scelta errata e sia probabilmente legata a future logiche elettoralistiche che certamente non fanno il bene della città e dei suoi cittadini.

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