Ansia senza fine per Gioele, il pm: “Dopo l’incidente Viviana era agitata e impaurita”

18 Agosto 2020 Cronaca di Messina

Un donna impaurita e nervosa. Così sembrava essere Viviana Parisi, ai testimoni che l’hanno vista della sua morte, dopo l’incidente nella galleria sulla Messina-Catania.

«Da quello che ci è stato riferito dai turisti che hanno visto Viviana Parisi viva a Caronia dopo l’incidente stradale sull’autostrada Palermo-Messina, la signora era agitata e impaurita», ha detto il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che sta seguendo le indagini sulla morte della dj di 43 anni di Venetico e sulla sparizione del figlio Gioele, di 4 anni. Al momento è stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e sequestro di persone. «Proseguono le indagini in tutte le direzioni – ha aggiunto il magistrato – al momento non ci sentiamo di escludere nulla. Chiaramente, da come ci è stata descritta, emerge la fragilità della donna in quel momento».

Viviana aveva paura non solo del coronavirus. La donna temeva che potessero portarle via il suo piccolo Gioele. Questa la fotografia fatta dal legale della famiglia Mondello, Claudio Mondello, anche cugino di Daniele, il marito di Viviana.

«Viviana era una donna fragile, aveva avuto problemi anche con manie di persecuzione e deliri mistici. Per questo era stata in ospedale e aveva avuto delle cure», ha raccontato.

«Non è vero tuttavia – precisa Mondello – che la famiglia ha preso sottogamba questi problemi di Viviana, tanto che l’ha accompagnata in ospedale anche in piena emergenza Covid-19 perché aveva cuore la sua situazione. La donna passava da momenti di lucidità ad altri in cui era confusa e temeva, anche se non c’era alcun motivo reale, che le togliessero o che potesse perdere il figlio Gioele cui era affezionatissima. Negli ultimi tempi era stata meglio, ma la famiglia l’ha sempre assistita e mai lasciata sola. Noi, anche se è irrazionale, speriamo sempre che Gioele sia vivo e proseguiamo le ricerche».

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