Tre condanne per l’omicidio dell’autotrasportatore Rizzo, 30 anni di carcere ciascuno agli imputati

12 Settembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Condannati con 90 anni di carcere per l’omicidio dell’autotrasportatore barcellonese Carmelo Martino Rizzo ucciso il 4 maggio del 1999. Il Gup del tribunale di Potenza, Antonello Amodeo, ha emesso la sentenza a carico di Basilio Condipodero, 46 anni, Giovanni Rao, 59 anni e Sam Di Salvo, 55 anni, tutti di Barcellona Pozzo di Gotto, condannati ciascuno a 30 anni di reclusione. Per il giudice sono loro i mandanti dell’omicidio avvenuto in una piazzola di sosta dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nei pressi di Lauria. Assolto per non aver commesso il fatto il collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico. La procura di Potenza aveva chiuso le indagini a ventanni di distanza dai fatti.

La vittima aveva 27 anni. Secondo quanto ricostruito dalla Procura e dalla Direzione  distrettuale antimafia di Potenza, sulla base delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, Rao e Di Salvo furono i mandanti dell’omicidio, avvenuto 21 anni fa per ritorsione nei confronti dell’autotrasportatore, accusato, si legge nell’ordinanza “dalla famiglia mafiosa barcellonese di aver partecipato al furto di un escavatore ai danni di una ditta che pagava il pizzo e che quindi era sotto la protezione della criminalità organizzata barcellonese”. Condipodero, secondo l’accusa, avrebbe accompagnato Stefano Genovese, 46 anni, esecutore materiale dell’assassinio, e fu l’autista del commando di fuoco. La misura cautelare in carcere per i tre condannati era scattata, già  nel dicembre 2019 ed era stata notificata in carcere a Rao e Di Salvo, già ristretti in carcere per altri reati. Condipodero era stato invece arrestato dagli agenti della Polizia di Stato di Barcellona Pozzo di Gotto. Il giudice ha disposto il risarcimento del danno per familiari, che si sono costituti parte civile con gli avvocati Filippo Barbera, Gaetano Pino e Santino Trovato, in particolare la moglie Nunziana Di Pasquale ed il figlio della vittima , Claudio Rizzo,  fissando un provvisionale di 50 mila euro per ciascuna delle parti. Il collegio di difesa era inoltre composto dagli avvocati Autru Ryolo e Scattareggia Marchese per Rao, Tommaso Calderone e Tino Celi per Di Salvo e Diego Lanza e Giuseppe Lo Presti per Condipodero. Carmelo D’Amico era difeso dall’avvocato Antonietta Pugliese.

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