Messina, condannato zio che abusava della nipote di 5 anni e della mamma

23 Settembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

“Mia figlia mi ha raccontato di aver detto allo zio che io non volevo che lui le desse i bacetti sul muso, ma lui le aveva detto di non raccontare niente, se lei non lo avesse fatto le avrebbe comprato un ovetto (…) una volta è successo in camera lui poi le ha regalato una caramella…”.

Lo zio in questione ha 70 anni, la bimba all’epoca dei fatti ne aveva soltanto 5. L’episodio è stato raccontato ai carabinieri dalla madre di circa 30 anni, anche lei oggetto delle pesanti attenzioni sessuali dello zio del marito. Dopo la denuncia della donna è arrivata la sentenza di primo grado per il settantenne. Il Tribunale (II sezione, presidente De Rose)  lo ha condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione per violenza sessuale aggravata.

Durante il processo, attraverso la testimonianza della donna e il racconto della ragazzina messo a verbale dagli esperti, è venuta fuori la storia da incubo, durata 10 anni, della trentenne che, convinta dal marito, aveva accettato di trasferirsi nell’appartamento dello zio in un centro messinese della riviera jonica. L’uomo era rimasto solo e il nipote aveva deciso di sostenerlo e fargli compagnia. Lui, però, ha cominciato a tempestare la moglie del nipote di attenzioni morbose: strusciamenti, toccamenti delle parti intime, incursioni in camera da letto mentre lei dormiva, mani allungate in auto. La donna ha provato a rintuzzarlo, rimproverandolo e cercando di tenerlo lontano: aveva smesso di farsi accompagnare da lui in auto, aveva preso l’abitudine di chiudere a chiave la camera da letto, aveva anche chiesto aiuto al marito, che in più di un’occasione aveva litigato con lo zio. Tutti tentativi vani, fino a quando la donna, sfinita, ha deciso di denunciare tutto, assistita dagli avvocati Antonio Amata e Francesco Siciliano.

Anche perché nel frattempo era scattato un campanello d’allarme ancor più grave. In una occasione infatti l’uomo aveva raccontato alla nipote di aver convinto una bimba disabile del posto a praticarle sesso orale. E’ a quel punto che la mamma ha deciso di capire se l’uomo stesse rivolgendo le stesse attenzioni alla figlia, convincendola a parlare. Da qui l’agghiacciante racconto della bambina e il carcere per l’uomo, poi andato ai domiciliari dove ancora si trova.

Il PM Marco Accolla che rappresentava l’accusa aveva chiesto la condanna più severa a 6 anni, ma i giudici sembrano aver accolto almeno in parte le ragioni del difensore, l’avvocato Giuseppe Ventura Spagnolo. La Corte ha disposto anche che lo zio dovrà risarcire le parti civili. Fonte: tempostretto.it

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