Bancarotta di ‘Affari’, l’imprenditore Roberto Bruno condannato anche in appello

30 Settembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Ha usufruito di una lieve riduzione di pena, in appello, l’imprenditore Roberto Bruno, coinvolto a suo tempo nella bancarotta della società ‘Affari Fisco‘ che editava il periodico cartaceo “Affari”. In primo grado, nel luglio del 2019, per il reato principale di bancarotta – si trattò di circa un miliardo e 300mila lire all’epoca – e per i cosiddetti reati ‘satellite’, a Bruno i giudici della seconda sezione penale avevano inflitto un anno e due mesi di reclusione, oltre il pagamento delle spese processuali. In Appello, come riporta oggi il quotidiano Gazzetta del Sud, preso atto della dichiarazione di prescrizione della bancarotta già acclarata in precedenza, i giudici lo hanno assolto da un altro capo d’imputazione e lo hanno condannato a un anno e un mese di reclusione. L’uomo è stato assistito dall’avvocato Salvatore Stroscio. I reati contestati in origine a Bruno andavano dalla bancarotta fraudolenta al mancato deposito del bilancio societario, dalla omessa richiesta di fallimento all’alterazione delle scritture contabili. In pratica, secondo l’accusa, la prima società di cui era rappresentante legale sarebbe stata ‘svuotata’ (il capo d’accusa parla di un ‘travaso patrimoniale’), a favore della ‘Editoriale Affari srl’, creata ad hoc nel settembre del 2002.

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