Coronavirus Messina, mense universitarie chiuse. Cgil: “Lavoratori senza soldi da 4 mesi”

30 Settembre 2020 Politica

“Restano chiuse e senza nessuna certezza sulla loro riapertura le quattro mense dell’Ersu che hanno sospeso l’attività lo scorso mese di marzo”.

Lo ricorda la Filcams-Cgil di Messina, che fa presente come “questa situazione abbia gravi ricadute sui lavoratori del servizio che in questi mesi sono già andati incontro a pesanti difficoltà economiche. Nonostante il 5 ottobre ripartiranno le attività didattiche e alcuni studenti sono già rientrati nelle abitazioni assegnate – evidenziano i rappresentanti della categoria della Cgil – la Direzione dell’Ersu decide di non aprire. Al momento l’unico centro di cottura produce circa 300 pasti, monoporzioni che vengono consegnate agli studenti nei loro alloggi con i furgoni.

“La situazione è inaccettabile”, dichiarano Giselda Campolo e Nino Fazio della Filcams-Cgil di Messina che osservano come “le attività didattiche potrebbero far ritornare la produzione ai livelli precedenti l’emergenza Covid-19, che ha causato per quasi 7 mesi il ricorso all’ammortizzatore sociale per i lavoratori impiegati. I loro redditi familiari sono fortemente provati perché l’azienda non anticipa l’indennità prevista per l’ammortizzatore e l’ultimo pagamento da parte dell’Inps risale a maggio scorso”.

La Filcams-Cgil ha da tempo chiesto la riapertura di tutte le mense. “Oggi – proseguono Campolo e Fazio – con l’avvio delle attività didattiche e il rientro degli studenti nelle sedi, non solo è possibile, ma è anche necessario riaprire per garantire la tutela dei lavoratori ma anche degli studenti. Gli studenti residenti, con i monoporzione tramite mezzi, hanno visto abbassarsi la qualità dei pasti. Gli studenti che frequenteranno le lezioni non potranno usufruire del servizio se non si riapriranno tutte e quattro le mense dato che, tra l’altro, non esistono adeguati collegamenti tra i poli universitari e la mensa centrale. Impedire l’utilizzo del servizio a questi studenti renderebbe impossibile l’aumento del numero pasti e continuerebbe ad aggravare la pesante condizione che oggi vive questa realtà”. La Filcams fa inoltre presente come le mense siano ripartite a Catania e a Palermo.

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