BANCAROTTA, PENA RIDOTTA AL TRADER FABIO SALVATO (3 ANNI E 9 MESI)

6 Ottobre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Condanna ridotta in appello, grazie alla prescrizione, per il trader finanziario Fabio Salvato, al centro di vicende legate alla gestione di alcuni ingenti patrimoni e i relativi piani di investimento in borsa. Ieri per Salvato, che è stato assistito dall’avvocato Salvatore Stroscio, i giudici hanno rideterminato la pena da cinque anni a tre anni e nove mesi di reclusione per una serie di fatti distrattivi, anche in relazione alla gestione della somma di undici milioni e mezzo di euro di alcuni lontani parenti, costituiti parte civile con l’avvocato Antonello Scordo, investita in titoli, che prima si sarebbe ridotta a otto milioni e poi non sarebbe stata più completamente rintracciata. L’accusa, ieri rappresentata dal pg Santi Cutroneo, aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. I giudici hanno poi confermato le statuizioni civili e lo hanno condannato al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte civile, riducendo l’inabilitazione per la durata della pena e sostituendo l’interdizione perpetua dai pubblici uffici in quella temporale per cinque anni.

La prescrizione è stata dichiarata per i tre capi d’imputazione contestati, ovvero tre ipotesi di bancarotta fraudolenta risalenti al 2010, mentre i giudici hanno confermato la sussistenza di altri tre reati, sempre legati a fatti distrattivi del patrimonio: la distrazione nel 2010 di lingotti d’oro, orologi di pregio e gioielli di cui aveva la disponibilità; la distrazione nel 2011 di due colonne di legno ed un quadro dal titolo “veduta di Venezia”, una fontana, cinque colonne di pietra; infine la distrazione di somme depositate su un conto corrente della Banca Popolare di Lodi nel 2010.

 

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