Scuola dell’infanzia nei plessi Evemero e Granatari: «Bimbi rimasti senza asilo, famiglie in attesa da mesi»

8 Ottobre 2020 Politica

«L’inizio – pur difficoltoso – del nuovo anno scolastico non è stato accompagnato soltanto dai problemi inerenti il Covid. Sono presenti, infatti, le classiche difficoltà legate alle carenze strutturali dei plessi della nostra città. In questi giorni sono stato contattato da decine di genitori di piccoli studenti dell’Istituto Comprensivo Evemero di Ganzirri. Ho deciso, quindi, di farmi portavoce di questa vicenda per porre l’attenzione su una questione delicata», a scriverlo, in una nota, è il consigliere di Ora Messina Giandomenico La Fauci.

«I bimbi iscritti alla scuola dell’infanzia nei plessi Evemero e Granatari – spiega – stanno vivendo una piccola odissea. La dirigente scolastica – con una circolare dello scorso settembre – comunicava che le sezioni di questi plessi sarebbero state trasferite all’Istituto Marino, a Faro Superiore e Curcuraci. Il “trasloco”, però, non è mai avvenuto: a Curcuraci, infatti, sono in corso lavori presso la struttura e non si potrà mettere piede fino al completamento. All’Istituto Marino i piccoli alunni non sono ancora entrati; con il Comune che è stato – più volte – sollecitato sia dai genitori che dalla dirigente tramite i canali ufficiali. L’inizio delle lezioni è stato qualche settimana fa, ancora nessuno di questi bimbi ha realmente ripreso e, nel frattempo, i genitori non sanno come gestire le mattine di questi piccoli a causa dei propri impegni lavorativi. Non possiamo, certamente, imporre a queste famiglie di rivolgersi presso strutture private: in primis perché hanno diritto a un posto in questi asili pubblici, e poi perché i costi previsti non sono – spesso – sostenibili. Questa lunga attesa non è più accettabile: troppe volte si sottovaluta l’aspetto psicologico legato ai più piccoli. Dai tempi del lockdown a oggi, infatti, questi bambini vivono una situazione di mancata socialità e crescita. Il restare confinati in casa per mesi non ha aiutato nella loro conoscenza del mondo, e – adesso – rischiano di restare confinati in casa senza una reale motivazione e senza il supporto di genitori che devono fare i salti mortali tra lavoro e gestione della famiglia».

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