LA PROPOSTA: La legge elettorale somiglia ancora ad una minaccia di mafia? Cambiamola assieme

10 Ottobre 2020 Politica

Pubblichiamo un intervento dell’ex sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto Maria Teresa Collica sui risultati delle recenti elezioni amministrative che si sono svolte a Milazzo e a Barcellona Pozzo di Gotto e sulle conseguenze che ha provocato sul voto la legge elettorale (definita anche ‘legge truffa’) approvata nel 2016 in Sicilia.

#di Maria Teresa Collica – Si è da poco votato per le amministrative con la legge elettorale approvata nell’afoso agosto del 2016, durante il governo Crocetta.

Una normativa bollata presto da più parti come “legge truffa” che ha cancellato la classica elezione a maggioranza assoluta del Sindaco nei comuni sopra i 15 mila abitanti. In precedenza se un candidato prendeva il 50% più uno dei voti validi diventava sindaco; in caso contrario per eleggere il nuovo primo cittadino si sarebbe dovuto passare dal ballottaggio. Un metodo semplice, quasi identico per le elezioni comunali di tutta Italia.

Dal 2016 invece in Sicilia basta il 40% dei voti per essere eletti già al primo turno (a prescindere dal risultato degli altri candidati). L’abbassamento del quorum ha suscitato polemiche in quanto anche una minoranza dei votanti (quattro persone su dieci) può eleggere un sindaco. Così è avvenuto ad esempio a Milazzo dove il candidato Midili è diventato sindaco al primo turno con il 42% dei voti.

A Barcellona Pozzo di Gotto è invece diventato Sindaco l’avvocato Pinuccio Calabrò, con oltre il 60% dei voti. Pertanto Calabró sarebbe risultato eletto immediatamente anche sulla base della precedente legge elettorale.

Sennonché a “dopare”, in ogni caso, entrambi i risultati interviene un’altra novità della legge del 2016. Si tratta del c.d. “effetto di trascinamento”: se l’elettore indica solo la preferenza per la lista o il consigliere comunale, ecco che il voto va in automatico anche al candidato sindaco collegato. Ed è quello che è accaduto in grandissima misura nel nostro caso.

Se infatti, da un lato, il candidato del centro sinistra Antonio Mamì ha quasi raddoppiato i voti della coalizione che lo appoggiava, costituita da Movimento Cinque Stelle, Movimento Città Aperta e il Partito Democratico, attraverso la possibilità del voto disgiunto, dall’altro lato, i voti ottenuti dal candidato Pinuccio Calabrò sono stati in grande misura frutto proprio del trascinamento e dunque di una non esplicita dichiarazione di voto. Ciò vuol dire che il numero dei voti finali per Calabrò non riflette una chiara volontà dell’elettore e probabilmente, vigendo la legge precedente, sarebbe risultato ridimensionato.

La nuova norma finisce così per avvantaggiare implicitamente le grandi coalizioni, quelle che presentano più liste in sostegno di un solo sindaco, magari piene di piccoli “ras” locali. Tra i primi detrattori della legge ci sono stati i Cinque Stelle, che in precedenza avevano conquistato diversi Sindaci in Sicilia attraverso il ballottaggio, diventato invece ormai più difficile.

Ma tra i contestatori più accaniti c’è stato anche l’allora deputato Musumeci, il quale ha addirittura affermato che la «Legge elettorale somiglia a minaccia mafia». «Attenti – avrebbe ammonito nel corso del suo intervento in Aula a Sala d’Ercole – l’obiettivo della maggioranza dell’Ars non sono i Cinque Stelle. Il vero obiettivo sono tutti quei sindaci, amministratori e uomini politici che hanno consenso a prescindere dai partiti e che questi vogliono normalizzare, obbligare alle alleanze e poi ricattare con l’abbassamento del quorum sulla sfiducia: insomma, è una minaccia in stile mafioso, un incaprettamento in piena regola. Dimenticano la regola fissa iniziata con il referendum di Segni: chi fa le leggi per sé alla fine perde le elezioni».

Parole pesantissime e lungimiranti e per questo, come ebbi modo di dichiarare intervenendo nella prima assemblea pubblica dei Cento passi, mi sarei augurata che proprio Musumeci ne facesse tesoro ponendo rimedio a certe storture una volta diventato Presidente della Regione.

Nulla purtroppo è cambiato da allora. Colgo pertanto l’occasione per richiamare l’attenzione del Presidente sul punto e mi piacerebbe davvero trovare il sostegno anche del suo gruppo politico per una battaglia che vuole solo garantire, come lui stesso ebbe a dire, una maggiore democrazia e trasparenza. L’eliminazione quantomeno dell’effetto di trascinamento e la previsione di una doppia scheda per il consiglio e per il sindaco restituirebbero pieno potere all’elettore, che potrebbe acquisire una maggiore consapevolezza del voto e avere garantita finanche la possibilità di non esprimerlo per nessuno dei candidati a sindaco. Sono certa che in questo modo si ridurrebbe anche la corsa alla creazione di un numero spropositato di liste e si potrebbe puntare di più sulla qualità dei candidati.

 

#Il 22 maggio 2012 è stata eletta Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, ma il mandato elettorale si è interrotto bruscamente dopo due anni e 9 mesi.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione