OPERAZIONE ‘PREDOMINIO’: STELLARIO BRIGANDI’ PATTEGGIA UNA CONDANNA A 4 ANNI, GIOVANNI IENI A 3 ANNI E 4 MESI

16 Ottobre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Nell’udienza preliminare dell’operazione “Predominio”, sul nuovo assetto del clan di Giostra a Messina sono stati decisi due patteggiamenti e una serie di istanze di ammissione al rito abbreviato.

Davanti al gup Valeria Curatolo, tutti gli imputati hanno chiesto di essere giudicati col giudizio abbreviato, ad eccezione di Stellario Brigandì e Giovanni Ieni che hanno patteggiato il primo 4 anni di reclusione e 8.000 euro di multa, il secondo 3 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a 12.000 euro di multa.

Nello specifico, hanno manifestato la volontà di saltare la fase dibattimentale Alberto e Michele Alleruzzo, Angelo Arrigo, Vincenzo Barbera, Orazio Bellissima, Nicola Galletta, Cosimo Maceli, Pasquale Pietropaolo, Antonino Stracuzzi, Gaetano Barbera, Salvatore Bonaffini e Giuseppe Cutè.

L’INCHIESTA PREDOMINIO.

E’ stata definita la mafia dei pentiti. Un clan composto da collaboratori di giustizia scoperto grazie alla tenacia della procura di Messina guidata di Maurizio De Lucia. È nella città dello Stretto che erano tornati cinque ex pentiti di mafia, dove avevano ricostruito la cosca, si erano armati e ripresi il controllo del territorio dedicandosi ai più classici degli affari illeciti: estorsioni e traffico di droga.

L’inchiesta ha portato a quattordici misure cautelari in totale – 13 in carcere e una di arresti domiciliari – ed è nata un anno fa, quando la polizia ha scoperto che un gruppo di ex pentiti messinesi, protagonisti di spicco dei clan negli anni ’80 e ’90, erano tornati in città dopo aver espiato la pena e aver concluso il percorso di collaborazione.

Il personaggio chiave dell’inchiesta coordinata della Dda di Messina è l’ex pentito Nicola Galletta, killer del clan di Giostra, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Letterio Rizzo, inteso “u ferraiolu”, boss ucciso il 23 febbraio del 1991. Mafioso dello stesso clan, Rizzo fu eliminato nel corso della guerra scoppiata all’interno della cosca. Galletta ha scontato anche una condanna a 18 anni per mafia. E’ stato recluso al 41 bis per anni. Nell’ultimo periodo era in detenzione domiciliare. Le dichiarazioni rese da Galletta  tra il 2005 e il 2006 hanno riguardato diversi omicidi, traffico di stupefacenti, estorsioni, rapine, la ricostruzione degli organigrammi e dei rapporti esistenti tra i vari gruppi criminali di Messina e i collegamenti con la criminalità organizzata di Barcellona Pozzo di Gotto, Catania e nella Provincia di Reggio Calabria.

Da quasi un anno gli investigatori indagavano usando intercettazioni, pedinamenti e analisi dei traffici telefonici. In questo modo hanno accertato l’esistenza di due organizzazioni criminali, una di tipo mafioso, l’altra con il principale scopo di trafficare in droga, legate tra loro da interessi illeciti comuni. Le organizzazioni “sorelle” avevano assunto un ruolo negli ambienti criminali tale da incidere sulle dinamiche del malaffare messinese. Per decidere gli affari gli associati si incontravano in un ristorante del centro, gestito da Nicola Galletta.

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