CITTADELLA UNIVERSITARIA: QUELLA CHIUSURA FORZATA DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

22 Ottobre 2020 Sport

Di Edg - La questione degli impianti sportivi universitari continua a far discutere. Lotte intestine e di potere all'interno dell'Ateneo e del Cus (ad agosto la decisione del Cda dell'Ateneo che ha rescisso la convenzione con il Cus Unime) si vanno a intrecciare con le decisioni imposte da Dpcm e decreti rettorali a discapito di una grandissima utenza fatta da bambini, adolescenti, anziani pronti a riconquistarsi un pò di svago e libertà dopo i mesi duri del lockdown. Le limitazioni di libertà all'interno della Cittadella, quando tutto sembra sotto controllo, hanno il sapore di una decisione che nulla ha a che vedere con l'emergenza da Covid-19. Una decisione che ha scoraggiato tantissimi giovani atleti e i loro genitori che hanno definito il provvedimento 'un sopruso'. "Non può vincere un decreto sul diritto di una comunità e sulla sua voglia di fare sport, tra l'altro in sicurezza'.

Dopo le precisazioni del rettore, attraverso alcuni comunicati stampa, che giustificava la chiusura della più bella realtà messinese per quanto riguarda l'impiantistica sportiva ("l’evolvere della pandemia Covid 19, i due ultimi DPCM e il grande senso di responsabilità che l’Università di Messina ha dimostrato durante tutta la fase dell’emergenza, tuttora in evoluzione, hanno imposto alcune restrizioni all’accesso non solo dell’’Ateneo ma anche degli impianti sportivi, con l’unico fine della tutela della salute pubblica"), ieri il presidente cel Centro Universitario sportivo Nino Micali (foto), ha inviato una lettera al rettore Cuzzocrea.

"Si conferma l'apertura degli impianti sportivi già a partire da domani mattina (oggi per chi legge) per gli studenti, il personale tecnico-amministrativo, i docenti nonché gli atleti delle varie discipline sportive agonistiche".

Ma veniamo alle criticità nate da una decisione apparsa a molti quanto meno azzardata, ingiustificata, forzata.

Il presidente Micali ne elenca alcune: "Tale ridotta partecipazione dell'utenza comporterà inevitabilmente costi per l'Asd Cus Unime uguali ad un'apertura a pieno regime per la presenza di tutti i collaboratori, con grave e intuibile nocumento per le casse sociali. Per questo si chiede al Rettore di consentire l'erogazione del contributo del saldo relativo alla legge 394-77 per l'esercizio 2020, già richiesto".

Non si capisce infatti il perchè di una chiusura delle attività sportive agli esterni, quando era noto a tutti che chiunque praticasse sport all'interno della Cittadella avesse l'obbligo di compilare un'autocertificazione e di essere soggetto alla misurazione della temperatura.

"In ogni caso - continua Micali - ci si auspica che l'Ateneo possa prendere in considerazione determinazioni che permettano la pratica dell'attività sportiva a tutti gli associati, nei limit ed obblighi delle disposizioni di legge, sempre osservate dal Cus, tenuto conto che gli accessi di tutti gli associati, e non solo quelli universitari, sono esattamente tacciabili con appositi elenchi giornalmente aggiornati; che sin dall'inizio del periodo di emergenza sono state applicate tutte le misure urgenti di contenimento disposte. L'espletamento dell'attività sportiva solo nei limiti dell'art. 1 del Dpcm del 18 ottobre comporterà un'ingiustizia sperequazione con tutti i restanti associati (tra cui anche le persone diversamente abili)".

 

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