MESSINA: PROCESSO “SOFIME”, TUTTI ASSOLTI

30 Ottobre 2020 Inchieste/Giudiziaria

di EDG  - Assoluzione per tutti gli imputati. Poco dopo le 14 il giudice ha letto il dispositivo della sentenza del processo “SoFiMe”, nato dall’inchiesta che vedeva coinvolti il presidente dell’Amam, Leonardo Termini (foto), l’ex direttore generale della Banca Fabrizio Vigorita (foto) e l’ex commercialista della SoFiMe Giuseppe Damiani. I tre professionisti sono stati assolti con la formula "perché il fatto non costituisce reato". La procura aveva invece chiesto la condanna di Termini e Damiani e l'assoluzione di Vigorita.

La vicenda riguardava la presunta truffa che Termini, Vigorita e Damiani avrebbero condotto nei confronti di Calogero Marco Bringheli, amministratore unico della società finanziaria FiMe Spa, e della moglie, difesi dai legali Lori Olivo e Giovanni Mannuccia. I due coniugi si erano anche costituiti parte civile.

Al centro di tutto vi era un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza nel 2013 (il processo ha avuto inizio nel dicembre del 2016) riguardante la cessione, due anni prima, della società FiMe, controllata dalla SoFiMe Spa. Secondo il fascicolo d’inchiesta che allora era nelle mani del Sostituto Procuratore Diego Capece Minutolo, i tre imputati avrebbero convinto Bringheli a vendere la FiMe al prezzo irrisorio di 1000 euro, facendo leva sulla condizione debitoria della società (debito di 566mila euro, di cui 250 proprio con la Banca Antonello di Vigorita), inducendolo ad accollarsi il mutuo presso la Banca Antonello e promettendogli in cambio posizioni di rilievo o altri compensi nella SoFiMe. In particolare, così come denunciato dallo stesso Bringheli, lui avrebbe dovuto assumere il ruolo di direttore commerciale della Sofime, ottenendo anche un compenso netto di 2mila euro per 14 mensilità, più 1000 come rimborso spese ed altri vantaggi.

I tre imputati sono stati difesi dagli avvocati Tindaro Iganizzitto, Giovanni Calamoneri e Fabio Repici.

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