Ingroia: “Sono stato assolto dall’accusa più grave, mi saranno restituiti 116 mila euro”

11 Novembre 2020 Senza categoria

L’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia è stato assolto dall'accusa più grave a lui contestata nel processo che si è svolto col rito abbreviato.

Il Tribunale ha anche disposto la restituzione della somma di 116 mila euro che gli venne sequestrata tempo fa, durante l’inchiesta. La somma faceva riferimento all’indennità di risultato di 116 mila euro lordi che furono erogati a Ingroia nel 2014, quando era liquidatore della società Sicilia e-Servizi. Secondo la Procura l’ex pm si sarebbe autoliquidato la somma illegittimamente, ma la sentenza di oggi ha smontato l'accusa.

Antonio Ingroia poi entra nel merito della sua attività: "Quando ero a Sicilia eServizi sono riuscito ad abbattere il costo della società per la Regione Siciliana di decine di milioni di euro, portando i bilanci a 7 milioni di euro mentre con i miei predecessori erano arrivati a 100 milioni di euro"

La condanna rimasta in piedi fa riferimento alle spese di soggiorno, che secondo la Procura non gli erano dovute. "Risiedo a Roma da quasi 10 anni - continua Ingroia - e di questo era consapevole chi mi ha nominato. Il costo delle spese di soggiorno sarebbe stato superiore al mio compenso che era di 3000 euro circa, infatti prima della mia nomina avevo ricevuto rassicurazioni sui rimborsi per le spese di alloggio, altrimenti non avrei neanche accettato. Per questo - precisa Ingroia - definisco ridicola questa accusa, anche perché il mio predecessore risiedendo a Catania soggiornava regolamente a Palermo senza che la Procura gli abbia mai fatto alcuna contestazione, lo stesso per il direttore generale della società".

Gli avvocati Enrico Sorgi e Mario Serio avevano chiesto l’assoluzione completa.

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