FUOCHI ILLEGALI IN VILLA: RIDOTTA A 6 MESI LA CONDANNA PER PAOLO SIRACUSANO

14 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

La Corte d'Appello, accogliendo le richieste dei difensori dell'imprenditore Paolo Siracusano, già candidato alla presidenza della Provincia per il Pd nel 2008, ha ritenuto sussistente solo l'ipotesi contravvenzionale a carico dell’imputato riformando la condanna inflitta dal giudice in primo grado di un anno e due mesi, a sei mesi di arresto.

"Prendiamo atto che la Corte ha accolto le nostre richieste - rilevano i difensori avvocati Nunzio Rosso e Nino Cacia - ma riteniamo tuttavia che la sentenza debba essere impugnata con ricorso per Cassazione.​ Pur dando atto che la Corte ha riconosciuto la non micidialità dei materiale pirotecnico rinvenuto, rimane irrisolta la questione nodale: il dott. Siracusano si era rivolto ad una ditta specializzata cui aveva consegnato anche un assegno per lo spettacolo pirotecnico. Aveva fornito alla Procura ampia collaborazione al fine di rintracciare il soggetto che aveva predisposto i giochi pirotecnici e che lo aveva assicurato sull’avvenuta comunicazione all’Autorità di polizia. La mancata individuazione di quest'ultimo - concludono i legali - non può determinare sotto il profilo giuridico lo spostamento della penale responsabilità a carico del nostro Assistito".

LA CONDANNA A UN ANNO E DUE MESI IN PRIMO GRADO

Paolo Siracusano venne condannato il 20 novembre di un anno fa ad un anno e due mesi e 600 euro (oltre al pagamento delle spese processuali e di custodia del materiale in sequestro) di multa dal giudice monocratico Rita Sergi. Il 31 dicembre 2015 vennero ritrovate a bordo piscina, all'interno della villa di Paolo Siracusano più di duecento mortai, pronti ed innescati, con la miccia.

"In esito all'attività istruttoria deve dirsi pienamente provata la penale responsabilità dell'imputato in merito ai reati a lui ascritti", scrisse il giudice nel dispositivo di sentenza. "Assolutamente prive di pregio devono ritenersi le argomentazioni espresse dall'imputato in sede di dichiarazioni spontanee acquisite al fascicolo con il consenso delle parti e fatte proprie dalla sua difesa in sede di discussione. Le argomentazioni difensive risultano parimenti inconsistenti e le affermazioni dell'imputato tradiscono soltanto una allarmante irresponsabilità e una non curanza nella gestione di uno spettacolo che data la sua porta non poteva essere curato se non da professionisti, muniti da licenza, a tutela dei propri familiari e dei vicini di casa". La giudice, nel motivare la condanna, escludeva le attenuanti generiche "non ravvisandosi elementi idonei, al contrario la insensibilità per le ragioni di pubblica sicurezza tradita dall'imputato, in uno con il tentativo maldestro di giustificare le proprie condotte, rendono i fatti per i quali si procede particolarmente gravi".

 

ERA IL 31 DICEMBRE 2015

Era il 31 dicembre di due anni fa quando i carabinieri si presentarono nella sua dimora. Siracusano, si legge nel capo d’imputazione «deteneva illegalmente materiali pirotecnici che, per ingente quantità, precario confezionamento e prossimità a luoghi frequentati da molte persone, assumeva caratteristiche di “micidialità”». In particolare, i militari dell’Arma requisirono, all’interno della villa, «collocati in mortai privi di cellophane protettivo», posti lungo il perimetro della piscina, «39,737 kg netti di materiale esplosivo contenuto in fuochi d’artificio professionali di IV categoria gruppo “A” e “cat.4”. Il tutto era «pronto ad essere deflagrato in vista del Capodanno». Non solo: Siracusano doveva inizialmente rispondere pure di omessa denuncia alle autorità di pubblica sicurezza della detenzione del materiale esplosivo. I carabinieri con l’intervento di un artificiere misero in sicurezza i fuochi e li trasportarono in un locale idoneo. Il proprietario fu denunciato.

CHI E'

Paolo Siracusano è stato titolare della “Siracusano Automobili S.p.A.”, concessionaria a Messina e provincia delle automobili Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Fiat Veicoli Commerciali. Presidente provinciale dell’Associazione Concessionari Auto, Siracusano ha pure ricoperto dal 1999 al 2002 l’incarico di vicepresidente nazionale dell'Associazione Concessionari Italiani Lancia. Nel febbraio 2013 ha promosso il movimento politico “Messina Città del Futuro” annunciando la propria candidatura a sindaco, poi ritirata. Con la domanda-slogan 'Abbiamo 400 km di coste e bellissime località marine: perché non abbiamo 40 porti turistici?', Paolo Siracusano condusse invece nella primavera 2008 la campagna elettorale per la conquista (fallita) della Presidenza della Provincia di Messina per conto del Pd di Francantonio Genovese. Indagato nell'inchiesta 'Matassa' che ha riguardato le commistioni tra mafia, politica e criminalità organizzata in città, con al centro tre campagne elettorali, a conclusione del processo è però risultato assolto.

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