15 Novembre 2020 Giudiziaria

LA STORIA: “Mia moglie uccisa mentre attraversava. Ora dicono che è colpa sua”

Concetta Gentile fu travolta nel giugno dell’anno scorso a Sant’Agata di Militello. Il Pm di Patti scrive: “Camminava sul ciglio”. La famiglia: “Buchi nella ricostruzione”.

“Avevamo trascorso una serata serena con gli amici, siamo usciti dal locale, stavamo attraversando, e quell’auto è arrivata all’improvviso, travolgendo mia moglie”. Nino Lazzara si commuove mentre rievoca al giornalista Salvo Palazzolo, che ha raccontato la storia nell’edizione siciliana di oggi di Repubblica, cosa accadde il 16 giugno dell’anno scorso, erano le due di notte. Concetta Gentile morì in ospedale, aveva 62 anni. “E’ adesso vivo un altro dolore – sussurra il marito – Dicono che è stata colpa sua se è morta. E la cosa mi fa molto male”.

La procura di Patti ha chiesto un processo per la ventiduenne che guidava l’auto, con l’accusa di omicidio stradale, ma nel capo d’imputazione ha scritto che ci fu una “condotta colposa della persona offesa, che camminava sul margine della carreggiata”. Un’attenuante che ha aperto la strada per il patteggiamento, su cui adesso dovrà pronunciarsi il giudice dell’udienza preliminare. “Una situazione paradossale – dice l’avvocata Maria Rita Cicero, che assiste la famiglia – basata su una ricostruzione fatta dal consulente della Procura. La signora non stava camminando sul ciglio della strada, ma stava attraversando, come confermano alcuni testimoni. Consegneremo al giudice una nostra consulenza”.

Il signor Lazzaro dice: “No si può morire così, e poi neanche avere giustizia. Ci sono troppi buchi nelle indagini. L’alcol test è stato fatto con tre ore di ritardo. Gli accertamenti sulla velocità dell’auto sono lacunosi, parlano di un’andatura tra i 50 e 60 chilometri orari, invece erano almeno 100, mia moglie fece un balzo di 35 metri. E poi, non si è tenuto conto di quanto emerge dai tabulati telefonici: probabilmente la giovane al volante era al telefono”.

Tra l’1,57 e le 2.05 risultano tre conversazioni, due con la sorella, una col fidanzato. “Si stavano organizzando per andare in un altro locale” spiega il marito di Concetta Gentile. “Sono sicuro che quella ragazza non l’ha fatto apposta, ma di sicuro era distratta. Le indagini dovrebbero dirci perchè”. Sentita dai carabinieri, la giovane disse che non aveva visto la donna in strada. Il consulente nominato dal sostituto procuratore Alessandro Lia ha sostenuto che la vittima camminava “sul margine destro della carreggiata (parzialmente impegnandola) nel medesimo senso di marcia della vettura e non in quello opposto, come invece avrebbe dovuto ai sensi del codice della strada”.

La giovane ha inviato una lettera alla famiglia Lazzara, chiedendo scusa per quanto accaduto e comunicando l’accordo raggiunto con la procura per il patteggiamento. “Ci opporremo – dice l’avvocato Cicero – perchè si fonda su presupposti errati. E poi il concorso del pedone ucciso nell’omicidio stradale è una figura eccezionale, relegata a ipotesi marginali, ad esempio per il comportamento dissennato del pedone”.

Il signor Lazzara rievoca ancora una volta quei momenti: “Tenevo mia moglie per mano, io avevo già attraversato, Concetta era circa un metro indietro. Vogliamo giustizia”.

Nella casa di Sant’Agata, le foto di famiglia ricordano una vita felice. “Stavamo insieme da 36 anni – racconta Nino – tutti e due assistenti amministrativi, l’anno scorso sono andato in pensione io, quest’anno sarebbe toccato a lei. Una vita di sacrifici per i nostri due figli, e solo ogni tanto un’uscita. Quella sera eravamo andati a ballare. Poi. all’improvviso, un dolore immenso. Non doveva finire così”.