OMICIDIO ROSSITTO, IL GIP: “UN’AZIONE VIGLIACCA”

17 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

«Ha ucciso in modo vigliacco l'amico in un agguato, distruggendo e mortificando il suo corpo, così dimostrando una crudeltà singolare oltre che una insensibilità assoluta alle condanne e alle esperienze giudiziarie vissute». Parole nette e inequivocabili quelle del Salvatore Pugliese per motivare le esigenze cautelari a carico di Ettore Rossitto. Definito «soggetto evidentemente incline a delinquere e di assoluta inaffidabilità rispetto a qualsiasi prescrizione imposta dall'ordinamento o dall'Autorità giudiziaria». Ragion per cui «i domiciliari non sono certamente adeguati, né proporzionati per la gravità del fatto», rispetto alla custodia in carcere, applicata a suo carico. A pendere verso questa decisione anche il curriculum dell'indagato, macchiatosi di «delitti di specie eterogenea», che «per oltre vent'anni ha registrato condanne in maniera constante (dal furto a reati contro i minori, contro la famiglia, contro la persona, allo sfruttamento della prostituzione)». Un passaggio importante dell'ordinanza è poi quello della premeditazione: «La presenza peraltro dei materassi, collocati diversamente rispetto ai giorni precedenti dimostra come Rossitto si sia recato lì non solo per un sopralluogo ma anche per preparare una azione che doveva essere spedita in quanto commessa in pieno giorno, seppur in luogo poco frequentato, cogliendo l'occasione più propizia per impossessarsi della pensione, e per poi celare il corpo sotto i materassi e i rifiuti dati a fuoco», osserva il gip. Due le perlustrazioni agli atti, datate 27 luglio 2020 e «il giorno dopo» l'uccisione e l'incendio del corpo «è ritornato per accertarsi dello stato dei luoghi», ma la presenza dei militari lo ha fatto desistere. Tradotto: «Vera e propria premeditazione e programmazione anticipata e perdurante del delitto» commesso alle 11.45 del 29 luglio. Accanto al cadavere rinvenuti e sequestrati due portachiavi con varie chiavi e una moneta da 1 euro, e soprattutto un coltello con lama appuntita lunga 20 cm e impugnatura in plastica di colore arancione. Arma con cui il 55enne ha inferto 11 coltellate all'amico. Diventato nemico.

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