Omicidio Musarra, non ci sarà una perizia per Ioppolo

18 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Il giudice Massimiliano Micali, al termine dell'udienza di oggi, ha deciso che Christian Ioppolo, sotto processo con l'accusa di aver ucciso la fidanzata Alessandra Musarra nel suo appartamento di Santa Lucia Sopra Contesse nella notte del 7 marzo 2019, non dovrà essere sottoposto a una perizia psichiatrica (così come invece era stato chiesto da suo difensore, l'avvocato Alessandro Billè).

Questa mattina al processo è stato sentito il medico che ha avuto in cura il ragazzo. Il dottor Chimenz ha raccontato che nel gennaio del 2019 fu iniziata una terapia (psicofarmaci a basso dosaggio, per curare i disturbi del sonno) ma che poi Ioppolo non si presentò dopo sei settimane per una seconda visita, come prescritto per verificare l'efficacia della terapia stessa (terapia che Ioppolo ha continuato e continua ad assumere a un dosaggio maggiore). Il professionista ha inoltre precisato che il solo primo incontro, durato circa mezz'ora, sarebbe stato insufficiente per stabilire la patologia del ragazzo.

Al dott. Leonardo Grimaldi, medico legale di Roma, la Corte d'Assise ha intanto affidato l'incarico che dovrà chiarire le cause che hanno portato alla morte Alessandra Musarra.

Quattro i quesiti formulati al medico legale da giudici e giurati, questo «dopo aver operato una compiuta ricostruzione delle tracce repertate sul corpo della vittima determinandone la natura, per quanto sia possibile ricavare dai rilievi fotografici in atti». I quattro punti da chiarire vertono sulla frattura dell'osso ioide, sull'emorragia al collo e sulla traccia repertata della guancia sinistra, la presenza effettiva dell'edema cerebrale, e infine la valenza della sublussazione delle vertebre C1 e C2. I primi tre accertamenti è da chiarire se «siano o meno univocamente indicativi di un'azione di strozzamento patita dalla vittima». Sarà a febbraio poi, il 24, l'udienza in cui sarà sentito il dott. Grimaldi (il rinvio lungo è per dargli modo di concludere gli accertamenti), con presenza anche dei consulenti di parte. E finalmente, a febbraio, si spera di poter comprendere com'è morta la povera Alessandra.

Anche ieri in aula c'erano tutti i familiari della vittima e le altre parti civili. Con i loro avvocati, Oleg Traclò, Antonio Centorrino e Maria Gianquinto, che rappresenta come parte civile anche il Cedav, e poi l'avvocato Cettina La Torre, che assiste anche l'associazione “Al tuo fianco”. E poi l'associazione “Una di noi” con l'avvocato Cettina Miasi, la onlus “Pink Project” con la collega Cristina Manfredi Gigliotti, e l'associazione “Evaluna” con l'avvocato Rosaria Chillè.

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