Mafia: Carmelo Vito Foti resta ai domiciliari

La Corte di Cassazione - come scrive Leonardo Orlando su Gazzetta del Sud - su appello della Procura distrettuale antimafia di Messina, ha annullato, con rinvio degli atti al Tribunale del Riesame di Messina per un nuovo esame, la decisione che inizialmente era stata adottata dal gip distrettuale di Messina Monica Marino, la quale aveva revocato - dopo il rigetto del Tdr - l'ordinanza di carcerazione eseguita per l'operazione “Dinastia” per il boss barcellonese Carmelo Vito Foti, 54 anni, disponendone il beneficio degli arresti domiciliari.

L'annullamento con il rinvio al Tdr non modifica per il momento la posizione dello stesso Foti che resta confinato agli arresti domiciliari concessi all'epoca per l'insorgere dell'emergenza Covid nelle carceri italiane. Il difensore, avvocato Gaetano Pino, che ha difeso in Cassazione l'imputato, aveva richiesto l'attenuazione del regime di detenzione con una istanza in cui aveva fatto riferimento ai provvedimenti legislativi relativi all'emergenza sanitaria. Il giudice aveva condiviso i motivi della richiesta concedendo il beneficio dei domiciliari, con divieto di comunicazione con persone estranee al nucleo familiare. La decisione è stata poi impugnata e appellata dai magistrati della Procura distrettuale antimafia che hanno presentato ricorso in Cassazione ottenendo un annullamento con rinvio degli atti al Tdr per un nuovo riesame della questione relativa alla detenzione cautelare in carcere.

Con l'operazione “Dinastia”, Carmelo Vito Foti che era stato scarcerato da pochi mesi, era tornato in carcere lo scorso 28 febbraio per una attività estorsiva che sarebbe iniziata - secondo i collaboratori di giustizia - nei primi anni 90, fino al dicembre del 2014 ai danni dell'agenzia di onoranze funebri “Charitas” di Milazzo di cui è stato titolare il defunto Franco Vinci. Per l'accusa Foti avrebbe costretto Vinci, al quale erano riconducibili diverse società che svolgevano il servizio di pompe funebri e trasporto infermi, a farsi consegnare la somma complessiva di 7.500 euro ogni anno da versare in occasione delle festività di Natale, Pasqua e Ferragosto.

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