Il Coronavirus frena la fuga dei cervelli: gli iscritti all’Unime in crescita del 27,4 per cento

23 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Un piccolo exploit di iscritti, con una crescita del 27,4% in un anno. L’Università di Messina si piazza al quarto posto in tutta Italia per ciò che concerne l’aumento del numero di immatricolazioni a novembre del 2020, superiori di quasi un terzo rispetto a quelle registrate un anno fa. È quanto si evince da un report che mette a confronto i dati delle matricole nei vari atenei d’Italia, cresciuti complessivamente del 7,6 per cento, con un incremento sostanziale soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno (ottomila studenti in più).

Al primo posto si piazza l’Università della Tuscia, a Viterbo (più 56,3), seguita da Perugia (più 35,2), Napoli L’Orientale (32,4) e appunto Messina. Poi Foggia, Verona, Sannio, Roma Tre, Camerino e Genova.

A influire sui dati anche le misure per il contingentamento degli spostamenti e l’impatto della pandemia sulle regioni del Nord, che hanno rilanciato le università “di casa” e frenato la fuga dei cervelli (anche per ciò che riguarda le matricole del settentrione, con un calo di “emigrati” nel resto d’Europa).

Bene anche la Sicilia, seconda regione del Paese dopo l’Umbria, con una crescita del 18,8 per cento.

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