Messina, si è spenta Elisa Aloi: nel 1958 a Lourdes guarì da un sarcoma osseo

23 Novembre 2020 Culture

«Anche se ho donato alla sofferenza i migliori anni della mia giovinezza, sono contenta perché mi ha insegnato l'amore verso Dio e il prossimo». È scomparsa sabato scorso all'età di 89 anni Elisa Aloi, la messinese (nata a Patti ma vissuta nella città dello Stretto) che il 5 giugno 1958 ricevette a Lourdes il miracolo della guarigione da un sarcoma osseo che l'aveva colpita all'età di 14 anni costringendola a «vivere in un letto d'ospedale rinchiusa in una corazza di gesso».

Una vita non semplice quella di Elisa, segnata a 10 anni dalla perdita di entrambe i genitori; poi la scoperta del male e il lungo calvario che sembrava senza speranza di guarigione. «Le mie giornate erano scandite dalla solitudine», raccontò in uno scritto pubblicato nel 2008. Fu così che nel 1956, dopo una corrispondenza con la confraternita Nostra Signora di Lourdes di Roma, le fu offerto un viaggio a Lourdes con la sezione Unitalsi di Palermo. «Non immaginavo quella palestra di sofferenza, non riuscivo a pregare per la mia guarigione, vedevo gli altri star peggio di me. Ricevetti in quella grotta il sacramento della Confermazione».

Nel 1958, dopo l'ennesimo intervento per l'asportazione di una parte di osso del femore destro, volle fare il secondo pellegrinaggio; non potendo immergersi nelle piscine, chiese di essere avvolta con un telo bagnato: «Sentii subito una strana sensazione e le gambe muoversi dentro al gesso. Ritornata a Messina, il medico che mi aveva in cura ordinò che fosse fatto uno scrupoloso controllo radiografico… L'osso era ricresciuto e il male scomparso».

Dopo 5 anni di controlli la Commissione medica internazionale diede il responso di “guarigione inspiegabile” e nel 1965 il Tribunale ecclesiastico di Messina dichiarò “fatto miracoloso” la mia guarigione. Elisa era la 61ma miracolata dalla Madonna di Lourdes (ad oggi l'unica messinese), anche se le dissero che non avrebbe potuto avere figli; dal matrimonio di figli ne ha avuti quattro. Il vero “evento prodigioso” fu però la scelta di essere testimone di fede concreta: la “militanza” nell'Unitalsi, in parrocchia come catechista e ministro straordinario dell'Eucarestia, la preghiera personale.

«Elisa è stata un dono nel dono; la sua vita è stata una testimonianza concreta dell'impegno di noi volontari che facciamo parte della meravigliosa famiglia dell'Unitalsi», ha detto commossa la presidente messinese Maria Giovanna Venuto. Le esequie saranno celebrate domani alle 10 in Duomo.

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