OPERAZIONE GIANOS – MESSINA: BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NELLA SEDE DELLA BANCA DI CREDITO PELORITANO. SONO 17 GLI INDAGATI ACCUSATI, TRA L’ALTRO, DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E RICICLAGGIO

24 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Foto Edg

Di Enrico Di Giacomo - Una perquisizione dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Messina è in corso, da questa mattina, presso la sede della Banca di Credito Peloritano che ha sede in via Oratorio San Francesco, all’interno dell’avverinistico palazzo di vetro realizzato da uno dei soci, il costruttore Nino Giordano, ma anche alle filiali di Barcellona e Capo d'Orlando.

Sin dalle prime ore del mattino sono in corso attività di polizia giudiziaria in esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica nei confronti di 17 soggetti, indagati, a vario titolo, per le ipotesi di reato previste dagli artt. 416 (associazione per delinquere), 512 bis (trasferimento fraudolento di valori), 648 bis (riciclaggio), 648 ter n. 1 (autoriciclaggio) del codice penale, art. 11 del DLG n. 74 del 2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte), nonché - a titolo di responsabilità delle persone giuridiche - nei confronti della Banca di Credito Peloritano S.p.A. di Messina per gli artt. 24 ter (Delitti di criminalità organizzata), 25 octies (Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonchè autoriciclaggio) D. Lgs. n. 231/2001 (in relazione agli artt. 416, 648 bis, 648 ter.1 c.p.).

L’attività di polizia giudiziaria in corso si è resa necessaria, al fine di acquisire agli atti del fascicolo, aperto presso questa Procura, elementi fondamentali per la cristallizzazione delle eventuali responsabilità penali ipotizzate nei confronti degli indagati.

Con le operazioni odierne, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Messina stanno procedendo al sequestro non solo di documentazione cartacea, ma anche informatica/digitale, così da assicurare fonti di prova alla giustizia e ricostruire puntualmente la fitta rete di relazioni esistente tra gli indagati.

LE CRITICITA' SEGNALATE DA BANKITALIA

Ad aprile scorso, lo ricordiamo, Bankitalia aveva segnalato diverse criticità nella gestione del Banco di Credito Peloritano. Operazioni al limite del riciclaggio, situazioni di incompatibilità di soci coinvolti negli organi di gestione.

Criticità che avevano convinto gli ispettori della Banca d’Italia a chiedere alla Regione di sciogliere gli organi amministrativi e di controllo e affidare la gestione a due commissari, il dottor Gandolfo Spagnuolo e l’avvocato Giovanni Giurdanella, e ai tre componenti del comitato di sorveglianza, i dottori Andrea Dara e Giuseppe Glorioso e l’avvocato Francesca Romana De Vita.

Le ombre intraviste nella gestione precedente e addebitate agli organi di vigilanza – il provvedimento dell’assessore Armao ha sciolto il consiglio di amministrazione e il collegio dei probiviri – sono condensate nel verbale degli ispettori di Bankitalia che riguarda in particolare operazioni compiute negli ultimi due anni. Tra queste, in particolare, operazioni vietate dalla normativa sul riciclaggio e ruoli controversi negli organi di gestione.

I commissari hanno verificato i questi mesi, su indicazione del report, le operazioni effettuate e i profili dei soggetti ai quali sono stati concessi affidamenti di credito, verificando eventuali coinvolgimenti in inchieste giudiziarie o i profili di garanzia. Operazioni trattate dagli organi di vigilanza, secondo Bankitalia, con una certa superficialità.

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Enrico Di Giacomo

 

 

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