Operazione Cesare, otto indagati rimessi in libertà

29 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Cambia il quadro delle esigenze cautelari nell'ambito delle recenti inchieste dei carabinieri battezzate “Cesare” e “Affari di famiglia”, incentrate sugli affari del clan di Giostra. Il Tribunale del riesame ha rimesso in libertà Grazia Maria Munnia, Carlo, Alessio e Roberto Palermo, Natale Rigano, Giuseppe Longo, Giuseppe Galli e Giuseppa Leonardi. Annullate le rispettive ordinanze e accolte le istanze di scarcerazione presentate dai difensori degli indagati, gli avvocati Salvatore Silvestro, Antonio Caroè, Massimo Marchese e Giuseppe Carrabba. Domani, invece, saranno esaminate le posizioni di Giuseppe Irrera, considerato il reggente dello storico sodalizio radicato nella zona nord, Salvatore Vecchio e Francesco Vento.

Il reato più pesante, la partecipazione a un'associazione di stampo mafioso, è contestato dalla Dda peloritana a Irrera, Vento, Munnia, Vecchio, Rigano, Galli e Sebastiano Grillo. Tutti invischiati nell'inchiesta sfociata, l'11 novembre scorso, nell'esecuzione di 33 misure cautelari personali. Sotto la lente del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale il sodalizio di Giostra legato allo storico capo Luigi Galli, recluso in regime di 41 bis. Individuati ulteriori affiliati, specializzati nell'organizzazione di corse clandestine di cavalli e nella gestione delle relative scommesse illecite, i cui proventi alimentavano le casse del gruppo. Preminente il ruolo di Irrera, commerciante di prodotti ortofrutticoli e genero dello stesso Luigi Galli. Proprio il suo negozio è ritenuto dall'accusa base operativa in cui si svolgevano anche le riunioni per organizzare le competizioni tra animali sulle strade cittadine e in trasferta, in territorio catanese.

I sodali Vento, Munnia, Vecchio e Galli si sarebbero occupati di accudire e preparare i cavalli, sottoponendoli agli allenamenti e, grazie ad un veterinario palermitano compiacente, Salvatore Speciale, alla somministrazione di farmaci al fine di migliorarne le prestazioni, nonché provvedendo alla raccolta del denaro puntato dagli scommettitori e alla gestione dei successivi pagamenti.

Le corse clandestine si svolgevano nel corso della notte o all'alba, in pochissimi minuti, su strade urbane ed extraurbane, rapidamente chiuse al transito dei veicoli da gruppi di giovani a bordo di scooter e motocicli, consentendo così il passaggio dei calessi e di rallentare l'eventuale intervento delle forze di polizia. Disarticolate pure due cellule attive nello spaccio di stupefacenti: una facente capo Carlo Altavilla, operante sia a Giostra che a Santa Lucia Sopra Contesse, che si approvvigionava di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana in Calabria e Campania, per poi procedere alla distribuzione al dettaglio, attraverso una rete di spacciatori; un'altra - portata alla luce grazie all'indagine denominata “Affari di famiglia”, condotta dalla Compagnia Messina Sud - ha documentato gli interessi di un sodalizio a composizione familiare, dedito alla stabile distribuzione di coca, hascisc e marijuana al Villaggio Aldisio e Fondo Fucile.

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