Operazione “Cesare”, torna il libertà Giuseppe Irrera

2 Dicembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Il Tribunale del riesame di Messina ha rimesso in libertà Giuseppe Irrera, ritenuto dagli inquirenti il boss reggente del clan Galli di Giostra a Messina e arrestato di recente nell’operazione ‘Cesare’ dai Carabinieri per associazione mafiosa, estorsioni e corse clandestine di cavalli. Il Tribunale accogliendo l’istanza degli avvocati difensori Salvatore Silvestro e Antonello Scordo, non ha ritenuto fondate le misure cautelari per Irrera.

Durante il confronto del 13 novembre scorso in videoconferenza con il gip Maria Militello, il genero del boss Luigi Galli - recluso al 41 bis - ha rivendicato la sua attività di commerciante di prodotti ortofrutticoli e di gestore di altre attività economiche. Un lavoratore indefesso, insomma, anche se le carte sembrano dire tutt'altro. Assistito dagli avvocati Salvatore Silvestro e Antonello Scordo, ha risposto a domande relative a presunte “colpe” che spaziano dalla direzione del sodalizio criminale all'intestazione fittizia di beni, passando per l'organizzazione di corse clandestine e il ruolo attivo nel business delle scommesse. A quest'ultimo proposito, ha tenuto a precisare di aver presenziato solo a due competizioni e aver venduto i suoi purosangue già quattro anni fa. Tradotto: «Con le corse ho chiuso».

Tornano in libertà anche altri due arrestati dell’operazione “Cesare”, Francesco Vento e Salvatore Vecchio.

Il Tribunale del riesame, il 28 novembre scorso, aveva rimesso in libertà Grazia Maria Munnia, Carlo, Alessio e Roberto Palermo, Natale Rigano, Giuseppe Longo, Giuseppe Galli e Giuseppa Leonardi. Annullate le rispettive ordinanze erano state accolte le istanze di scarcerazione presentate dai difensori degli indagati, gli avvocati Salvatore Silvestro, Antonio Caroè, Massimo Marchese e Giuseppe Carrabba.

L'INCHIESTA.

Il reato più pesante, la partecipazione a un'associazione di stampo mafioso, è contestato dalla Dda peloritana a Irrera, Vento, Munnia, Vecchio, Rigano, Galli e Sebastiano Grillo. Tutti invischiati nell'inchiesta sfociata, l'11 novembre scorso, nell'esecuzione di 33 misure cautelari personali. Sotto la lente del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale il sodalizio di Giostra legato allo storico capo Luigi Galli, recluso in regime di 41 bis. Individuati ulteriori affiliati, specializzati nell'organizzazione di corse clandestine di cavalli e nella gestione delle relative scommesse illecite, i cui proventi alimentavano le casse del gruppo. Preminente il ruolo di Irrera, commerciante di prodotti ortofrutticoli e genero dello stesso Luigi Galli. Proprio il suo negozio è ritenuto dall'accusa base operativa in cui si svolgevano anche le riunioni per organizzare le competizioni tra animali sulle strade cittadine e in trasferta, in territorio catanese.

I sodali Vento, Munnia, Vecchio e Galli si sarebbero occupati di accudire e preparare i cavalli, sottoponendoli agli allenamenti e, grazie ad un veterinario palermitano compiacente, Salvatore Speciale, alla somministrazione di farmaci al fine di migliorarne le prestazioni, nonché provvedendo alla raccolta del denaro puntato dagli scommettitori e alla gestione dei successivi pagamenti.

Le corse clandestine si svolgevano nel corso della notte o all'alba, in pochissimi minuti, su strade urbane ed extraurbane, rapidamente chiuse al transito dei veicoli da gruppi di giovani a bordo di scooter e motocicli, consentendo così il passaggio dei calessi e di rallentare l'eventuale intervento delle forze di polizia. Disarticolate pure due cellule attive nello spaccio di stupefacenti: una facente capo Carlo Altavilla, operante sia a Giostra che a Santa Lucia Sopra Contesse, che si approvvigionava di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana in Calabria e Campania, per poi procedere alla distribuzione al dettaglio, attraverso una rete di spacciatori; un'altra - portata alla luce grazie all'indagine denominata “Affari di famiglia”, condotta dalla Compagnia Messina Sud - ha documentato gli interessi di un sodalizio a composizione familiare, dedito alla stabile distribuzione di coca, hascisc e marijuana al Villaggio Aldisio e Fondo Fucile.

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