Barcellona, l’anziano boss Filippo Milone: Non può partecipare al processo, prosciolto

11 Dicembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Di Leonardo Orlando - Il Tribunale, presidente Antonino Orifici, ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti dell'anziano boss di Gala, Filippo Milone, 84 anni, perché lo stesso ha l'incapacità “a carattere irreversibile” di partecipare al processo che lo vedeva fino a ieri imputato per associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione con modalità mafiose: l'accusa a suo carico era di avere imposto ad una impresa di Terme Vigliatore la cessione dei lavori della rete fognante di Barcellona e del risanamento del torrente Longano, alla ditta “Gramey srl” che apparteneva al genero Domenico Molino. Per effetto del proscioglimento, il Tribunale ha anche disposto la remissione in libertà dello stesso imputato difeso dagli avvocati Tommaso Calderone e Sebastiano Campanella.

Milone, infatti, era stato coinvolto e per questo era stato anche arrestato e poi rinviato a giudizio, nel troncone principale del processo scaturito dall'operazione Gotha VII, portata a termine dai carabinieri all'alba del 24 gennaio del 2018. Già alla prima udienza del 19 febbraio 2019, la posizione processuale di Filippo Milone, che aveva scelto di essere processato con il rito ordinario, era stata stralciata dal Tribunale, perché quel giorno il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, aveva comunicato allo stesso Tribunale che l'imputato era rimasto a letto nella sua cella del carcere di Gazzi e non mostrava segni di collaborazione, tanto da rinunciare anche alla presenza in aula attraverso il collegamento in teleconferenza. I giudici disposero la nomina di un consulente medico perché accertasse la capacità dello stesso Milone di stare in giudizio. Successivamente, anche per le sollecitazione del pm della Dda Francesco Massara, all'esito del primo esame, fu disposto un supplemento di perizia collegiale che confermò la diagnosi. Fonte: Gazzetta del Sud

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