15 Dicembre 2020 Giudiziaria

Appalti e “favori” all’Amam. Rinviati a giudizio l’ex direttore generale Luigi La Rosa e degli imprenditori Gaetano Celesti e Salvatore Brischetto. Assolto Cardile

Si divide in due il procedimento per gli appalti dell’Amam durante la “grande sete” del 2015, quando Messina rimase senz’acqua per settimane. Ieri – come scrive oggi su Gazzetta del Sud Nuccio Anselmo – dopo alcuni rinvii s’è tenuta l’udienza preliminare davanti al gup Simona Finocchiaro, che vedeva coinvolti sei imputati tra funzionari pubblici e imprenditori privati, con le accuse contestate a vario titolo di corruzione, frode in pubbliche forniture e abuso d’ufficio, per tre vicende diverse. Si tratta dell’imprenditore Gaetano Celesti, degli imprenditori Giuseppe Micali e Natale Micali, dell’ex direttore generale dell’Amam Luigi La Rosa, del presidente della commissione di gara del 2015 Francesco Cardile, e infine dell’imprenditore etneo Salvatore Brischetto. I sei imputati saranno assistiti dagli avvocati Enzo Grosso, Alberto Gullino, Silvano Martella, Alessandro Billè, Antonio Strangi, Ernesto Marcianò e Simone Spada. Ieri tra l’altro si sono anche costituiti come parte civile nel procedimento l’Amam con l’avvocato Carmelo Vinci e il Comune di Messina con l’avvocato Giovanni Mannuccia.

Per quanto riguarda la posizione degli imprenditori Micali, dopo l’eccezione preliminare sollevata dai difensori, gli avvocati Alberto Gullino e Alessandro Billè, il gup Finocchiaro ha disposto lo stralcio e la restituzione del fascicolo al pm.

I legali hanno eccepito il mancato interrogatorio dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e la mancanza di atti che invece vengono menzionati all’interno del fascicolo del pm.

Il gup ha poi trattato la posizione di Luigi La Rosa, Francesco Cardile e Salvatore Brischetto, per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio in concorso per l’affidamento dei lavori all’indomani dell’emergenza idrica a Messina nel 2015, nonchè quella di Celesti.

Su queste posizioni il gup ha invece deciso: l’ing. La Rosa e gli imprenditori Celesti e Brischetto sono stati rinviati a giudizio, il processo inizierà il 18 marzo del 2021 davanti alla prima sezione penale del tribunale. Cardile è stato invece prosciolto dalle accuse con la formula «perché il fatto non sussiste», come del resto aveva chiesto nel corso dell’arringa il suo difensore, l’avvocato Ernesto Marcianò.

Le ipotesi d’accusa in questa vicenda sono differenziate. Celesti risponde di un’ipotesi di corruzione perché nel 2017 avrebbe promesso il pagamento di una “mazzetta” in percentuale del 15% all’allora presidente del Cda dell’Amam Leonardo Termini, che poi raccontò tutto ai magistrati, se l’ente avesse «proceduto con celerità» al pagamento di alcuni mandati in favore di alcune imprese, ovvero Parrino, Pettinato e 2G Costruzioni, che avevano eseguito lavori per l’Amam. Per la terza vicenda erano coinvolti l’ex dg dell’Amam La Rosa, il funzionario Cardile e l’imprenditore Brischetto. Nel 2015, l’Amam pubblicò un avviso di manifestazione d’interesse per individuare le imprese che avrebbero potuto occuparsi della manutenzione degli impianti di Fiumefreddo, Bufardo Torrerossa, del serbatoio di Piedimonte Etneo e delle condotte che attraversavano il Catanese. Fu una sola l’impresa che avanzò la manifestazione d’interesse, la C.M.S. di Brischetto, che si aggiudicò l’appalto da 400mila euro a gennaio del 2016. Secondo la procura l’inserimento di una clausola per le sole imprese che disponessero di una officina nel raggio di 15 km dal cantiere, di fatto escluse tutte le altre ditte.

Agli atti i verbali di Leonardo Termini

Del sottobosco Amam in alcuni verbali ha descritto tutto l’ex presidente della partecipata Leonardo Termini, quando durante le indagini dell’inchiesta “Terzo livello” della Dia decise di collaborare con i magistrati, raccontando delle pressioni e delle minacce subite durante il suo mandato. In pratica questo procedimento si può considerare una “costola” investigativa di quella inchiesta, in questo caso gestita dal sostituto procuratore Federica Rende e dalla Sezione di polizia giudiziaria della polizia.