Le mani dei clan sull’Isola Bella. Il gup decide ventuno condanne

15 Dicembre 2020 Senza categoria
Si conclude con ben ventuno condanne e quattro assoluzioni uno dei tronconi della maxi operazione “Isola Bella”, con cui nel 2019 il Gico della Guardia di Finanza di Catania con i colleghi della Compagnia di Taormina hanno documentato le mani dei clan mafiosi etnei dei Cintorino-Cappello e dei Santapaola-Ercolano sull'industria delle vacanze all'Isola Bella, la punta di mare vip a Taormina, arcinota in tutto il mondo. Un'indagine - come scrive oggi Nuccio Anselmo su Gazzetta del Sud - che oltre a fotografare le pressioni mafiose nell'ambito del redditizio settore delle attività economiche legate all'Isola Bella, una per tutte l'affitto delle imbarcazioni, un giro d'affari che d'estate era di ventimila euro al giorno, con una spartizione “scientifica” tra i due clan delle varie zone dell'Isola Bella, ha anche monitorato per mesi la “piazza di spaccio” gestita dal gruppo mafioso catanese tra Calatabiano, Giardini Naxos e Taormina, incentrata sullo smercio di cocaina, hashish e marijuana. Un'indagine che s'è avvalsa anche delle rivelazioni del pentito Carmelo Porto, uomo storico del clan Cintorino, che pochi giorni dopo il blitz decise di collaborare con la giustizia. È stato il gup di Catania Stefano Montoneri a gestire in udienza preliminare i riti abbreviati. La pena più altra è stata inflitta al boss Sebastiano Trovato, venti anni di reclusione. A Mario Pace, esponente storico del clan Cappello, ai figli Antonino e Giuseppe e alla compagna Agnese Brucato sono stati inflitti rispettivamente 12 mesi di isolamento in continuazione con la pena dell'ergastolo che sta scontando, e poi la pena di 6 anni e 8 mesi ciascuno.

Discorso a parte per un altro imputati di spicco, Carmelo Pennisi, che è stato assolto dal reato di associazione mafiosa, mentre dalla contestazione di spaccio di droga è caduta l'aggravante di aver favorito l'associazione mafiosa (6 anni e 8 mesi la pena finale inflitta). Questo nonostante Carmelo Porto nelle sue dichiarazioni lo avesse indicato come appartenente al gruppo mafioso e soprattutto come “reggente” per la zona di Moio Alcantara. Pennisi è stato assistito dall'avvocato Cinzia Panebianco.

Ecco tutte le condanne inflitte dal gup: Pasqualino Bonaccorsi, 12 anni 10 mesi e 20 giorni; Agnese Brucato, 6 anni e 8 mesi; Domenico Calabrò, 3 anni 4 mesi e 28 mila euro di multa; Fortunato Cicirello, 3 anni (in “continuazione” con un'altra condanna); Francesca Colosi, 10 anni, 2 mesi e 20 giorni; Giuseppe D'Arrigo, 10 anni, 2 mesi e 20 giorni; Gaetano Di Bella, 15 anni, 6 mesi e 20 giorni; Luigi Franco, 12 anni, 6 mesi e 20 giorni; Gaetano Grillo, 11 anni, un mese e 10 giorni; Giuseppe Leo, 3 anni, 4 mesi e 28 mila euro di multa; Salvatore Leonardi, 4 anni, 8 mesi e 1400 euro di multa; Silvestro Macrì, 13 anni, 5 mesi e 9 giorni; Giuseppe Messina, 10 anni, 6 mesi e 20 giorni; Antonio Pace, 6 anni e 8 mesi; Giuseppe Pace, 6 anni e 8 mesi; Mario Pace, 12 mesi di isolamento diurno a titolo di continuazione dall'ergastolo; Carmelo Pennisi, 6 anni 8 mesi e 60 mila euro di multa; Carmelo Porto, 9 anni 9 mesi e 10 giorni; Gaetano Scalora, 4 anni (in “continuazione” con un'altra condanna); Damiano Sciacca, 4 anni, 6 mesi e 42 mila euro di multa; Sebastiano Trovato, 20 anni.

Il gup Montoneri ha invece assolto: Francesco Bellingheri, Carmelo Bonaccorsi, Salvatore Fichera e Giuseppe Timpanaro. Assoluzioni parziali hanno registrato Agnese Brucato, Gaetano Di Bella, Salvatore Leonardi, Mario Pace, Antonino Pace e Giuseppe Pace.

n.a.

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