17 Dicembre 2020 Giudiziaria

MESSINA: L’Inps estromessa come parte civile al processo sulle truffe

«… per tutti questi motivi il Tribunale non ammette la costituzione di parte civile dell’Inps». Ha veramente del clamoroso quanto accaduto ieri davanti alla prima sezione penale del tribunale. In uno dei maggiori processi degli ultimi anni che si occupano di truffe e false invalidità, dopo un’udienza carica di tensione con forti contrapposizioni tra alcuni difensori e i giudici, l’Inps che è l’ente danneggiato non sarà parte civile.

Il processo è frutto dell’inchiesta gestita tempo addietro dal sostituto procuratore Rosanna Casabona. Sul piano dei reati contestati, abbraccia un arco di tempo molto vasto compreso tra il 2010 e il 2014. Per fatti accaduti non soltanto a Messina ma anche a Barcellona e in provincia. Tutto è nato da alcune intercettazioni telefoniche scattate dopo la tragedia di Provvidenza Grassi, morta tra il 9 e 10 luglio 2013 dopo un terribile volo in autostrada dalla galleria Bordonaro, e ritrovata soltanto il 23 gennaio del 2014 nella scarpata sottostante.

In concreto ieri alcuni dei difensori degli imputati, gli avvocati Bonni Candido, Carlo Faranda ed Eugenio Foti, ma poi si sono associati tutti gli altri colleghi, hanno contestato sotto vari aspetti l’operato dell’Avvocatura dello Stato, che rappresentava l’Inps, sia sotto il profilo della tempistica rispetto alle udienze in corso di svolgimento, sia dal punto di vista della completezza formale dell’atto di costituzione. E i giudici dopo una camera di consiglio hanno dichiarato la «non ammissione dell’Inps» come parte civile, legandola però alla tempistica di presentazione dell’atto.

La tipologia di reati contestati dall’accusa è piuttosto variegata. Si va dal peculato alle varie tipologie di falso, dalla truffa alla frode processuale, fino ad arrivare ad alcuni casi di corruzione, estorsione e di falsa perizia. Ovviamente non tutti gli indagati hanno la stessa rilevanza nell’indagine, alcuni sono coinvolti in maniera marginale e solo per casi singoli. C’è invece il primo capo d’imputazione che ipotizza l’esistenza di un’associazione a delinquere.