22 Dicembre 2020 Giudiziaria

COVID: Le 33 vittime nella casa di cura “Come d’incanto” a Messina: 5 indagati. Tutti i nomi

Dopo una serie di accertamenti dei carabinieri del Nucleo operativo, la Procura di Messina (titolari dell’inchiesta sono il procuratore aggiunto Rosa Raffa e il sostituto procuratore Marco Accolla) ha iscritto cinque persone (quattro medici e un privato) nel registro degli indagati in relazione alla vicenda della casa di riposo ”Come d’incanto”, che a marzo registrò 33 decessi per Covid tra gli anziani ospitati e fu al centro di molte polemiche per l’intervento tardivo dell’Asp e l’allucinante situazione interna trovata dagli operatori.

L’ipotesi di reato secondo indiscrezioni sarebbe per tutti la cooperazione in omicidio colposo nella fattispecie dell’evento morte come conseguenza di altro reato.

Gli indagati.
Si tratta di: Donatella Martinez, responsabile della “Casa di riposo Come d’incanto”; Cono Bontempo, medico geriatra che assisteva gli anziani ospiti della struttura; Carmelo Crisicelli, dirigente medico dell’ASP di Messina ed ex commissario emergenza Covid; Vincenzo Picciolo, medico in servizio al «SUES 118» di Messina e responsabile del coordinamento dell’attività sanitaria per l’esecuzione dei tamponi domiciliari e Maria Concetta Santoro, medico dell’ASP di Messina, in servizio presso il presidio d’emergenza del 118 di Francavilla di Sicilia.

Il sostituto procuratore Marco Accolla ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di autorizzare gli accertamenti medico legali per stabilire anzitutto l’esatta causa della morte dei 34 ospiti, tassello fondamentale per ipotizzare poi eventuali responsabilità e individuare in capo a chi sussistano. Appare scontato a questo punto che l’esame medico legale sui corpi che verranno riesumati e l’incarico a uno o più consulenti per effettuare l’autopsia o l’esame delle cartelle cliniche dei casi.

“La mia cliente è serena e anzi accoglie con favore questi accertamenti che mirano ad andare a fondo ad una vicenda che vede la struttura, dolorosamente, parte danneggiata”, dichiara l’avvocato Antonello Scordo, difensore della Martinez. “La mia prima pec è del 22 marzo”, ricorda Scordo. Una situazione di stallo che si è sbloccata solo dopo l’intervento dell’assessore siciliano alla salute, Ruggero Razza. Così il 25 marzo finalmente il Covid Team del Policlinico di Messina è entrato in via Primo Settembre e gli anziani sono stati tutti trasferiti in strutture ospedaliere. Lo stesso giorno è avvenuta la prima delle 34 morti tra i pazienti della Rsa. Adesso la procura peloritana vuole verificare se il contagio diffuso all’interno della struttura non sia stato inizialmente nascosto: “Noi siamo stati i primi a denunciare, abbiamo chiesto aiuto a tutte le autorità, fino al presidente della Repubblica, più di quello che abbiamo fatto non potevamo fare”, assicura Scordo.