29 Dicembre 2020 Giudiziaria

Cateno De Luca indagato per nomine nel cda Amam

Si è svolto in mattinata l’interrogatorio, oltre due ore, del sindaco di Messina Cateno De Luca, indagato sui fatti riguardanti nomine nel consiglio d’amministrazione della partecipata Amam. De Luca è stato sentito stamattina da due magistrati della Dda in relazione ad un fascicolo aperto tempo addietro per abuso d’ufficio.

Questa parte dell’indagine verte sulle nomine nel consiglio di amministrazione dell’Amam decise dal sindaco a cavallo tra il 2018 e il 2019, ed è partita da una denuncia più ampia che segnalava presunte anomalie amministrative, rispetto alle norme che regolano la materia, nei cda delle aziende partecipate del Comune. L’avvocato Taormina, difensore di De Luca, ha affermato che a De Luca sono stati chiesti chiarimenti sulla nomina nel Cda dell’Amam dell’architetto Loredana Bonasera, avvenuta nel giugno del 2019, e sull’esclusione dell’ex consigliere comunale Roberto Cerreti, che era stato tra i sostenitori del primo cittadino durante la campagna elettorale.

In concreto a De Luca viene “rimproverato” il mancato rispetto delle quote rosa. Questo perché quando si apprestava a nominare la terna, composta in prima battuta dal presidente Puccio e dei componenti Roberto Cicala e Loredana Bonasera, avrebbe sostituito quest’ultima inserendo l’ex consigliere comunale Roberto Cerreti, che era stato tra i sostenitori del primo cittadino durante la campagna elettorale. Cerreti è indagato nell’ambito della stessa inchiesta per abuso d’ufficio in concorso.

A darne notizia, minimizzando, lo stesso De Luca in un post sul facebook. “Dopo quasi tre anni ho rivissuto il clima dell’essere indagato! Oltre due ore di interrogatorio per difendermi da un errore (?) di data su una bozza di atto amministrativo redatto da qualche funzionario distratto (?) del mio ufficio di gabinetto”. De Luca ha presentato una memoria difensiva a supporto delle sue risposte.

Stamattina, il suo avvocato storico, Carlo Taormina, aveva postato sul suo profilo Facebook un messaggio, in cui annunciava di essere a Messina ad assistere De Luca, e si scagliava pesantemente contro la magistratura.

“Oggi passerò la giornata a Messina per difendere il Sindaco della città perché Cateno De Luca, essendo persona onesta, integerrima e altamente competente come si vorrebbe che fosse ogni politico italiano, non viene lasciato in pace da una magistratura che lo ha massacrato per anni e che non si dà pace. Tanti processi gravissimi, tanti scandalosi arresti ma sempre assolto. E così sarà anche oggi. Piace solo segnalare che il popolo, la voce di Dio, lo segue oceanicamente”, scrive l’ex parlamentare. Che aggiunge: “Ho ricevuto incarico dal Sindaco di Messina, on.Cateno De Luca, di presentare denunzia contro ignoti per la falsificazione di un atto pubblico prodotto ieri in sede di interrogatorio. Esso è base e causa del procedimento penale aperto a carico del Sindaco che è accusato di aver, in data 27 luglio 2018, scelto i componenti del consiglio di amministrazione dell’AMAM senza rispettare il principio delle ‘quote rosa’ per il quale era necessario nominare almeno una donna, in particolare nominando un componente in sostituzione di un componente di genere femminile individuato nel rispetto del principio della parità di genere e cioè dell’architetta Bonasera. La documentazione prodotta ed acquisita dalla magistratura inquirente ha dimostrato che l’architetta Bonasera aveva presentato domanda solo l’anno successivo quando fu effettivamente nominata dal Sindaco nel nuovo consiglio di amministrazione AMAM, ricostituitosi dopo il suo scioglimento. La diversa opinione della procura di Messina è stata determinata dalla falsificazione di un atto pubblico. Una mano ignota, all’indomani dell’insediamento del Sindaco De Luca, appose sul documento la data del 19 giugno 2018 in luogo di quella vera del 19 giugno 2019, facendo così risultare che l’Architetta Bonasera avesse presentato domanda e fosse stata deliberatamente scartata scegliendo consiglieri tutti di sesso maschile nel precedente consiglio di amministrazione nominato il 27 luglio 2018. La scoperta della falsificazione è stata resa agevole anche dalla svista dell’autore della alterazione, che non si è accorto che alla data del 19 giugno 2018, l’on De Luca non era ancora il sindaco di Messina essendosi insediato qualche giorno dopo e ciò anche a definitiva dimostrazione della sua estraneità ai fatti contestatigli. Spetta ora all’Autorità giudiziaria dare atto della piena correttezza nell’operato del Sindaco De Luca ed individuare il responsabile della intenzionale e malvagia trappola intentata ai suoi danni molto probabilmente legata all’opera di pulizia intrapresa nella amministrazione comunale ereditata dal passato. Il Sindaco De Luca riserva ogni iniziativa giudiziaria nei confronti dell’artefice della falsificazione manifestando fiducia nell’operato della Magistratura”.