Risanamento, Navarra a De Luca: «Dal sindaco un cumulo di inesattezze, frutto di ignoranza della normativa o malafede»

4 Gennaio 2021 Politica

«Non ho nulla di personale con il Sindaco De Luca, e lui lo sa bene, ma quando si fanno affermazioni prive di alcun fondamento solo per nascondere verità incontestabili e incapacità personali, non si fa un buon servizio alla comunità che si rappresenta e, soprattutto, alla propria credibilità e reputazione». Inizia così la nota a firma del deputato nazionale Pietro Navarra, che in un comunicato stampa replica alle dichiarazioni rilasciate in due recenti interviste televisive sul tema del risanamento dal sindaco Cateno De Luca, accusato di aver affermato “un cumulo di inesattezze – frutto di ignoranza della normativa, malafede o un misto tra le due – senza in alcun modo mettere in discussione tutti i mancati impegni e le promesse al vento di un’amministrazione comunale complice della totale inerzia e disinteresse del Governo regionale che, coerentemente con i precedenti, da oltre trent’anni si è dimenticato delle baracche della nostra città».

In particolare, Navarra risponde a tre “accuse” da parte del primo cittadino: “avere perso ‘l’occasione storica’ di intestarmi la legge per il risanamento in discussione in Parlamento”, “essere stato, insieme ai miei colleghi di maggioranza, il servo sciocco di un Governo che per l’ennesima volta non si è occupato delle baracche di Messina” ed essere un “lacchè dei sistemi forti che non vogliono che Messina cancelli il lebbrosario delle baracche”.

«Il Sindaco – spiega Navarra – afferma che la legge di stabilità avrebbe dovuto prevedere una norma con la quale finanziare il risanamento della città di Messina. Tuttavia, De Luca ignora che la legge di stabilità non può contenere norme micro-settoriali, cioè destinate ad interventi specifici come, per esempio, quello relativo alla città di Messina. Infatti, con il voto unanime dei suoi componenti, la Commissione Bilancio ha stralciato dalla legge di stabilità una ventina di articoli che prevedevano interventi micro-settoriali tra i quali, solo per fare qualche esempio, quelli per le olimpiadi di invernali di Milano e Cortina, per il Giubileo di Roma, per le città di Parma, Mantova e Venezia. Il Sindaco afferma, inoltre, che “ancora una volta” il Governo nazionale non si è occupato delle baracche di Messina. Anche in questo caso, egli ignora che il Governo nazionale non si è mai direttamente occupato delle aree degradate di Messina. E non poteva essere diversamente poiché la competenza in tema di riqualificazione urbana è regionale e non nazionale. Se oggi il tema del risanamento ha raccolto l’attenzione del Governo nazionale e, in particolare, del Ministro del Partito Democratico Giuseppe Provenzano, la ragione è legata al lavoro dei parlamentari di maggioranza espressi dalla città di Messina che ne hanno sollecitato l’interessamento in via del tutto eccezionale e superando, in un’ipotesi d’intesa con la regione siciliana, i vincoli istituzionali previsti dalla normativa vigente. È bene ricordare a questo proposito l’assoluto disinteresse del governo Conte I sul tema delle baracche di Messina che, su inconfondibili prese di posizione della Lega, ha per un anno intero rimandato ai rispettivi mittenti le ripetute richieste di intervento da parte dei parlamentari di Forza Italia e del Sindaco De Luca. Non saranno mancati gli attributi anche in quella fase? Forse si, secondo gli standard di De Luca, ma lui distrattamente non sembra essersene accorto. Per quanto poi riguarda la possibilità di attingere a risorse del Recovery Plan (una prospettiva avanzata di recente dal sindaco, ndr), qualora fossero assegnate alla città di Messina sarebbe fondamentale non solo avere un progetto che oggi manca (o, almeno, che non è noto), ma sarebbe auspicabile la presenza di una gestione commissariale del Risanamento che ne acceleri l’attuazione. L’ipotesi della gestione commissariale, da me per la prima volta avanzata in Parlamento, in questo contesto assume una rilevanza ancora maggiore».

Spazio poi agli Impegni e alle promesse mancate del primo cittadino: «Il Sindaco de Luca mi accusa, insieme agli altri parlamentari della maggioranza eletti a Messina, di non avere gli “attributi” per riuscire a ottenere i finanziamenti necessari da parte del Governo nazionale per risolvere, una volta per tutte, il problema del risanamento della città di Messina. Pertanto, mi definisce “servo sciocco” di quel Governo i cui ministri dovrebbero mettere mano al portafoglio e trasferire le risorse al Comune di Messina. Prima di chiamare in causa me e gli altri parlamentari nazionali, il Sindaco de Luca farebbe bene a guardarsi allo specchio e domandarsi se, in tema di risanamento, non sia lui il “servo sciocco” del governo regionale e privo “di attributi”.Usando il suo stesso metro di giudizio, la risposta non potrebbe che essere certamente SI, ma molto più sciocco, più servo e con meno attributi di quanto ne accusi la mancanza ai parlamentari nazionali. Infatti, prima ancora di essere eletto Sindaco, l’allora On. De Luca, in piena campagna elettorale per le amministrative, aveva richiesto al Governo regionale le ingenti somme non ancora spese, ma previste dalla Legge 10/90 sul Risanamento di Messina. Da allora, sono passati ben 2 anni e 9 mesi e, nonostante il Sindaco abbia sostenuto il Governo Musumeci e abbia prestato candidati nelle liste di Forza Italia alle elezioni europee, neanche uno solo euro è stato riconosciuto alla città di Messina per far fronte agli interventi di riqualificazione urbana delle aree baraccate. Alza la voce, signor sindaco, difendi la tua città ed evita che venga presa così inopinatamente in giro. Messina non lo merita!    Per quanto attiene all’accusa di essere un “lacchè dei sistemi forti che non vogliono che Messina cancelli il lebbrosario delle baracche”, non so a cosa ti riferisca, ma questa è una delle frasi ad effetto sconnesse e senza senso logico che vengono pronunciate da chi non ha argomenti e vuole semplicemente sfuggire alle proprie responsabilità. Caro Sindaco De Luca, sebbene la tua amministrazione stia dando qualche risposta a una parte dei cittadini che hanno vissuto nelle baracche in alcuni dei diversi ambiti di risanamento della città di Messina, stai semplicemente facendo il tuo dovere. Nulla di più. E se credi di dimostrare abilità gestionali solo perché, rispetto all’immobilismo del passato, stai facendo il minimo necessario, forse potrai ingannare qualcuno, ma non il sottoscritto. Se è vero che il sindaco lo sai fare, devi per prima cosa mantenere gli impegni con chi ti ha votato. In tema di risanamento questi impegni sono ad oggi ampiamente disattesi. Come ho avuto già modo di affermare, giunto ormai a metà del tuo mandato, hai mantenuto solo il 10% delle promesse fatte ai messinesi, utilizzando le risorse lasciate in bilancio dall’amministrazione precedente. Caro Sindaco, il sussulto di dignità dovresti averlo tu e non richiederlo a noi parlamentari perché le promesse fatte in campagna elettorale si mantengono. Diversamente, si ingannano i cittadini. Tradire la fiducia di coloro che sono costretti a vivere nel degrado non è bello perché non meritano di essere presi in giro né da te, né da nessuno altro», conclude.

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