Udienza preliminare per Paolo Gatto e Giuseppe Cutè. Falsa intestazione di beni e cessioni di stupefacenti le accuse

9 Gennaio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Si apre lunedì davanti al gup Tiziana Leanza l'udienza preliminare a carico di Paolo Gatto, Giuseppe Cutè e Alessio Romeo, personaggi già noti alle forze dell'ordine, per la vicenda della sala scommesse. Gatto e Cutè sono stati entrambi di recente condannati in primo grado per il tentato omicidio di Franco Cuscinà, avvenuto nell'agosto del 2018, e Cutè nei mesi scorsi era stato coinvolto nell'ambito dell'operazione “Predominio”, condotta nel dicembre del 2019 dalla Mobile e coordinata dalla Dda, per reati in materia di sostanze stupefacenti.

In questo caso - come scrive Gazzetta del Sud - l'udienza preliminare si riferisce invece ad una vicenda legata ad alcuni approfondimenti investigativi della Mobile, quando nel luglio scorso eseguì una nuova ordinanza di custodia cautelare e un sequestro preventivo di una ditta che gestiva una sala scommesse localizzata nella zona sud della città. In questo caso le contestazioni accusatorie sono di intestazione fittizia di beni e smercio di droga.

A dare l'input al lavoro degli investigatori sono state le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Minardi. Analizzando il suo racconto, la polizia si è concentrata su Gatto, figlio del boss di Giostra “Puccio”, e Cutè, detto “Cinzino”, cugino del primo e figlio di Domenico Cutè, inteso “U Sauru”, ucciso il 25 gennaio 2000 davanti alla chiesa di Villa Lina.

I fatti contestati coincidono con una serie di cessioni di stupefacenti (quattro, tra maggio e settembre 2019), a favore di persone diverse, da parte di Gatto. Mentre Cutè si sarebbe reso protagonista di una fittizia intestazione ad un giovane parente, Alessio Romeo, insospettabile perché incensurato, di una sala giochi situata nella zona sud della città, al villaggio Adisio, questo per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione, integrando la fattispecie di reato di trasferimento fraudolento di valori. Nel luglio scorso fu il gip Fabio Pagana ad emettere le due misure cautelari nei confronti di Gattò e Cutè, ai quali il provvedimento venne notificato in carcere, perché erano detenuti per altre cause: il gip decise obbligo di presentazione alla pg per il primo e arresti domiciliari per il secondo. Fu poi disposto il sequestro preventivo della ditta individuale formalmente intestata al congiunto di Cutè ma, di fatto, riconducibile a quest'ultimo per la gestione di una sala scommesse, al Villaggio Aldisio. I due indagati sono difesi dagli avvocati Salvatore Silvestro e Alessandro Billè.

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