Ordinanza De Luca, anche il PD ne chiede la revoca

11 Gennaio 2021 Politica

La Segreteria provinciale del Partito Democratico guidata da Nino Bartolotta, ed i consiglieri comunali del Partito democraticoGaetano Gennaro, Claudio Cardile, Antonella Russo, Alessandro Russo, Felice Calabrò hanno formalmente inoltrato al sindaco Cateno De Luca una richiesta di revoca dell’ordinanza “lockdown” di ieri, gravata da numerosi errori e, scrivono i democratici, “istitutiva di ulteriori restrizioni rispetto all’ordinanza regionale che ha istituito in città la zona rossa per l’emergenza Covid-19”.

“Il gruppo consiliare del Pd ritiene, infatti, che l’ordinanza adottata da De Luca, come già avvenuta nel precedente lockdown, non faccia altro che ingenerare incertezza e confusione nella cittadinanza su materie e aspetti che non afferiscono alle sue competenze in un momento particolarmente delicato e drammatico per la salute dei cittadini e per la sopravvivenza dell’economia locale. Ciò quando la gravità del momento riterrebbe maggiore equilibrio e minore conflitto decisionale rispetto agli Organi competenti in materia”.

Di seguito la richiesta.

Noi sottoscritti consiglieri comunali del gruppo consiliare del Partito Democratico, in relazione alla ordinanza sindacale in oggetto, evidenziamo e chiediamo quanto in appresso.

Pur confermando la necessità di condividere sotto il profilo istituzionale un percorso comune ed unitario, che tenga conto esclusivamente degli interessi della comunità, allo stato eccessivamente vulnerabile ed impaurita, e per tale motivo non sottraendoci ad un confronto costruttivo, da svolgere preventivamente all’assunzione di qualsivoglia tipo di decisione, per il quale continuiamo a mantenerci disponibili, non possiamo tacere le considerazioni che seguono.

L’ordinanza sindacale in oggetto prevede delle misure restrittive ulteriori e maggiormente gravose rispetto a quanto previsto in merito alla gestione dell’esercizio delle attività commerciali ritenute essenziali ex art. 3 DPCM 03.12.2020, ed a quanto previsto dall’ordinanza contingibile ed urgente istitutiva della “zona rossa” a Messina n. 7, emessa dal Presidente della regione Sicilia in data 09.01/10.01.2021.

Ebbene, evidenziamo in merito come tale provvedimento sindacale sia esorbitante rispetto alle specifiche competenze previste in capo al Sindaco, allorquando sulla stessa istituzione di “zona rossa” sono già vigenti ed operativi i provvedimenti normativi ed amministrativi già emanati, come di loro competenza, dal Governo nazionale e regionale, e rispetto ai quali riteniamo non possano essere emessi atti sindacali locali, anche solo potenzialmente con gli stessi confliggenti, e che ingenerano inevitabile confusione e stato di incertezza nella cittadinanza.

Senza recedere dalla superiore assorbente considerazione, per la quale non possiamo che chiedere, nell’interesse di tutta la collettività messinese, l’immediata revoca dell’ordinanza sindacale in oggetto, emessa dal Sindaco ai sensi dell’art. 50 Tuel, quale massima Autorità sanitaria cittadina (pur se tale norma ne prevede l’adozione solo in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale...), non possiamo non evidenziare anche la contraddittorietà di alcune misure, certamente dovuta alla fretta ed alla urgenza con la quale è stata redatta l’ordinanza.

A titolo meramente esemplificativo citiamo le misure che riguardano la chiusura totale a decorrere da venerdì 15.01.2021 e fino alla data del 31.01.2021, di numeroseattivitàcertamenteessenziali, per le quali detta ordinanza dispone:

  • il divieto di vendita di materiale ottico;
  • il divieto di vendita di prodotti per l’igiene personale e della casa;
  • il divieto di vendita di combustibile per uso domestico e riscaldamento;
  • il divieto di vendita di libri e di materiale di cartoleria;
  • il divieto di vendita on line;
  • il divieto di asporto di

Appare di tutta evidenza come tali ulteriori restrizioni, non previste dal Dpcm nazionale attualmente vigente in materia di istituzione di zona rossa, e dall’ordinanza contingibile regionale di cui sopra, si appalesano come non accettabili dai cittadini,  in quanto possono contrastare, se non addirittura impedire, anche lo svolgimento di attività essenziali per la collettività e per la stessa salute pubblica.

Peraltro, è di palese evidenza come tali ulteriori restrizioni, di esclusiva promanazione sindacale, non si conciliano con le misure degli Organi competenti sopra citati, e che hanno già ampiamente individuato i limiti e le attività consentite all’interno di una zona qualificata come “rossa”, al fine di prevenire ulteriore diffusione del contagio.

Per tali motivi, pur ribadendo convintamente la disponibilità a collaborare in sinergia nell’interesse della città così duramente colpita da questa crisi sanitaria, chiediamo l’immediata revoca dell’ordinanza sindacale n. 5 del 10.01.2021, anche al fine di scongiurare probabili ed imminenti iniziative giudiziarie, che aggraverebbero ancor più il generale stato di confusione e di incertezza che i cittadini già vivono, e per evitare prevedibili conflitti tra l’Amministrazione comunale e rappresentanze socio/economiche della città.

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