16 Gennaio 2021 Politica e Sindacato

Arcigay contro il sindacalista Gangemi: avvieremo azioni a tutela comunità LGBT+. Poi le scuse

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Rosario Duca, Presidente Arcigay Makwan Messina e Giada Galletta, Segretaria Arcigay Makwan Messina relativo ad un post su Facebook di un rappresentante sindacale, organizzatore qualche giorno fa di una manifestazione a favore del sindaco De Luca. 

“Stiamo seguendo in questi giorni la vicenda riguardante la manifestazione/sit-in di giovedí scorso a piazza Unione Europea a sostegno del sindaco di Messina, manifestazione che a nostro avviso non andava fatta per svariate ragioni.

Abbiamo seguito passo passo quest’episodio, pur senza alcuna passione, ed abbiamo avuto conferma di quanto i nostri timori, confermati da quanto contestiamo, fossero fondati. E infatti, anche stavolta, qualcuno, nascondendosi dietro una citazione di Sciascia, non si é lasciato sfuggire l’occasione di attaccare la comunità Lgbt+.

Ricordiamo al signor Gianluca Gangemi che il rispetto che chiede, è dovuto anche agli/alle altri. Pertanto, provvederemo ad avviare da subito tutte le azioni necessarie e atte a tutelare ogni persona appartenente alla comunità LGBT+ da ogni forma, anche se camuffata, di istigazione all’odio omolesbobitransfobico.

I/le Consiglieri Comunali che hanno dedicato un proprio like a questo vergognoso post si qualificano da se; nel contempo chiediamo al Sindaco di prendere le distanze dal comportamento di questi suoi sostenitori.

E siccome siamo soliti assumerci le responsabilitá di ció che diciamo e facciamo, é nostro costume anche firmare i comunicati che produciamo”.

Le scuse 

“Prendiamo atto delle parole del sindacalista Gianluca Gangemi e della forza del rammarico che egli esprime nel vedersi associato all’omofobia in seguito al post con cui rispondeva a un comunicato stampa di oppositori del Sindaco De Luca che contestavano la disparità di trattamento nella concessione della piazza. Tra questi un collettivo queer. In particolare è stata la citazione sciasciana di “pigliainculo”, adoperata da Gangemi, a risaltare e determinare un intervento di Arcigay. Se la pronta e accorata reazione del sindacalista Gangemi ci fa molto piacere e ci induce dunque a considerare risolta la vicenda, vorremmo comunque impiegare l’incidente come pretesto per osservare il modo in cui parole e concetti sessisti e omotransfobici operino da automatismi e da risorse culturali continuamente mobilitate dal linguaggio e pronte a essere impiegate nelle dispute.

A tale riguardo è indicativo che le parole, magistrali ma trasudanti quella visione maschilista propria del tempo in cui furono scritte, oltre che propria degli ambienti descritti sessant’anni orsono da Sciascia (sono parole, non a caso, messe in bocca al mafioso Don Mariano Arena) risultino ancora oggi suggestive e impiegabili senza filtri. Tutto questo, peraltro, in un contesto politico e civile che vede una delle controparti di questa disputa caratterizzata proprio da una sessualità non conforme alla norma dominante e per questo discriminata e in lotta, tanto contro le prevaricazioni che la riguardano così come verso tutte le altre, legate alla classe, alla nazionalità ecc.

Quello che questo incidente dovrebbe insegnare alla cittadinanza, dunque, è di ripensare profondamente questi automatismi culturali e porsi seriamente il problema del linguaggio. E non perché questo debba essere “politicamente corretto”, ossia ipocrita ed eufemistico, ma perché è proprio attraverso la lingua che gli stereotipi e la violenza si riproducono e legittimano”.
Arcigay Makwan Messina