22 Gennaio 2021 Giudiziaria

SMART CRIVELLATA DA 5 COLPI D’ARMA DA FUOCO, CONDANNATO A 4 ANNI E 6 MESI L’AUTORE DEL GESTO

Quattro anni e sei mesi di reclusione inflitti al termine del processo con rito abbreviato al 24enne messinese Manlio Lo Piano, protagonista di un grave danneggiamento a Mili San Marco. Nel villaggio della zona sud, lo scorso 21 aprile, ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco all’indirizzo del veicolo di Rosario Mesiti, e per questo il gup Eugenio Fiorentino lo ha ritenuto colpevole. È stato difeso dall’avvocato Alessandro Trovato, mentre stralciata la posizione del fratello gemello Marcello Lo Piano, assistito dall’avvocato Pietro Venuti. La vittima, invece, si è costituita parte civile con gli avvocati Nino Cacia e Gabriele Lombardo. Nei confronti dell’imputato il pubblico ministero Anna Maria Arena aveva sollecitato una condanna a sei anni.

La vicenda risale al periodo del lockdown. Manlio Lo Piano punta l’arma e preme il grilletto contro una Smart cabrio parcheggiata in uno spazio condominiale. Si libera di rabbia e rancori, prendendo di mira il veicolo di Mesiti, con il quale non corre buon sangue per motivi passionali. Una donna contesa e successivi attriti fra i due scatenano il raid. Compiuto il quale il 24enne si dilegua a bordo di uno scooter. Le indagini lampo della polizia chiudono il cerchio grazie a testimonianze e indizi mostrati dalle telecamere di videosorveglianza. Il ricercato viene riconosciuto e acciuffato in pieno centro, dove girovagava a piedi. Proprio in Questura, gli investigatori lo mettono alle strette, lo fanno confessare e ottengono dal sostituto procuratore Roberta La Speme un provvedimento di fermo di indiziato di delitto. Contestati i reati di danneggiamento aggravato, detenzione e porto illegali di arma da fuoco. Per lui si aprono le porte della casa circondariale di Barcellona. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra volante e dai colleghi della Squadra mobile, Lo Piano è entrato in azione in pieno giorno, intorno alle 15.30. Bersaglio una Smart, raggiunta da diversi colpi d’arma da fuoco che hanno mandato in frantumi il lunotto posteriore e il parabrezza anteriore, oltre a sforacchiare i sedili.

I FATTI

Sono da poco trascorse le ore 15.30 del 21 aprile dell’anno scorso, quando la Sala Operativa della Questura veniva informata dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di un’autovettura parcheggiata nel villaggio di Mili San Marco. Immediato l’invio sul posto di Volanti ed equipaggi della Squadra Mobile. Qui gli operatori della Polizia di stato avevano modo di constatare che il veicolo oggetto di segnalazione era stato danneggiato da diversi colpi d’arma da fuoco e presentava il lunotto posteriore infranto, il parabrezza anteriore ed i sedili forati. La Polizia Scientifica era quindi chiamata a cristallizzare lo stato del veicolo e dei luoghi. Frattanto il personale della Squadra Mobile e delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, di concerto con la Procura della Repubblica di Messina, tempestivamente informata, avviava ogni utile approfondimento investigativo finalizzato alla ricostruzione delle fasi dell’evento attraverso l’escussione dei potenziali testimoni e la visione di filmati recuperati da impianti di video sorveglianza presenti in zona. Tanto permetteva, fin dalle prime battute dell’avviata indagine, di indirizzare le attenzioni verso un giovane messinese di ventitré anni: Manlio LO PIANO. Questi veniva inizialmente ricercato senza esito, rendendosi necessaria l’attivazione di operazioni di captazione per raccogliere ulteriori elementi di prova e, ove possibile, pervenire alla sua cattura. Nella tarda mattinata del 23 aprile, LO PIANO veniva rintracciato dal personale della Squadra Mobile e condotto presso gli uffici per la redazione delle formali contestazioni, attesa la trascorsa flagranza del reato. Proprio nei frangenti del rintraccio, per il tramite del legale di fiducia, l’interessato faceva sapere di essere intenzionato ad offrire collaborazione agli inquirenti per fare piena luce sugli accadimenti oggetto d’indagine.

Il danneggiamento dell’autovettura veniva a ricondursi a recenti attriti sorti tra LO PIANO e l’usuario del mezzo attinto dai colpi d’arma da fuoco. Attraverso le captazioni, autorizzate in via d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Messina, venivano in evidenza elementi indizianti che, rimessi nell’immediato al Pubblico Ministero titolare dell’avviato procedimento penale, consentivano all’anzidetta Autorità Giudiziaria inquirente di determinarsi nell’emettere decreto fermo di indiziato di delitto cui veniva data esecuzione nello stesso pomeriggio dagli operatori della Squadra Mobile messinese. Le ipotesi di reato contestate sono quelle di danneggiamento aggravato, detenzione e porto illegali di arma. Dopo le formalità di rito, MANLIO LO PIANO veniva associato presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto.